SANZIONI AMMINISTRATIVE TRUCCATE IN VENETO
Semafori truffa scoperti anche in un altro comune del Veneto: Altavilla
Altavilla, provincia di Vicenza – 26 gen. 2008 - : 11mila abitanti e più di 20mila multe in sei mesi, una media di due contravvenzioni per residente, minorenni e non patentati compresi.
La causa? Sempre lo stessa: il semaforo con telecamera incorporata dal giallo troppo corto.
Dopo Illasi, Lavagno, Colognola, Caldiero (tutti paesi del Veneto) anche ad Altavilla è esploso il caso del semaforo cosiddetto intelligente: il passaggio dal giallo al rosso durava appena tre secondi.
Finora sono stati 6000 i ricorsi presentati al tar, 600 quelli già discussi, tutti a favore degli automobilisti di Altavilla. Gli altri verranno affrontati nel 2009. Ogni multa equivale a 158 euro in meno nel portafoglio e a 6 punti in meno sulla patente. Soldi che finiscono non solo nelle casse del comune, ma in alcuni casi anche in quelle della ditta che produce i semafori. Un fenomeno che sta dilagando ovunque in Italia.
I primi ad accorgersene sono stati gli abitanti di Como: nel 2006, un unico semaforo fece elevare 896 multe in 8 giorni per un totale di 130mila euro. Stessa situazione a Segrate, periferia di Milano: 4 incroci e 40mila contravvenzioni in sette mesi. A settimo torinese le multe sono state 25mila in 5 mesi, su 50mila abitanti. L'epidemia di multe ha colpito anche Perugia, dove in poche settimane sono fioccate migliaia di sanzioni e altrettanti ricorsi.
http://www.tg5.mediaset.it/cronaca/articoli/2008/01/articolo5465.shtml
MAGISTROPOLI IN VENETO
Cecilia Carreri, magistrato a Vicenza, in permesso per sei mesi a causa di un forte mal di schiena, partecipava a gare estreme in barca a vela
Malata per il tribunale, era in regata. giudice punita col trasferimento. Il Csm le ha tolto un anno di anzianità e l'ha spostata d'ufficio.
VICENZA – 13 GENNAIO 2008 - In ufficio non poteva andare per un mal di schiena talmente forte da impedirle di stare addirittura seduta. In barca vela, però, riusciva a muoversi con disinvoltura tanto da partecipare a una difficile regata in preparazione di una transoceanica. Cecilia Carreri, giudice per indagini preliminari in servizio a Vicenza, è stata "condannata" dalla sezione disciplinare del Csm a una sanzione tutto sommato lieve: la perdita di un anno di anzianità e il trasferimento ad altro ufficio.
La vicenda risale al 2005 ed è arrivata al Consiglio superiore della magistratura grazie a un rapporto del presidente della Corte d'appello competente che raccontava come la collega si fosse "assentata dall'ufficio a più riprese e per periodi molto lunghi per motivi di salute" ma che tutto ciò non le aveva impedito di "svolgere 'attività fisica altamente impegnativa". Quindi il Pg della Cassazione Mario Delli Priscoli aveva promosso il procedimento contestando alla donna di aver "gravemente mancato ai propri doveri".
Nel 2005, la skipper con la toga aveva goduto prima di 45 giorni, poi di sei mesi di aspettativa per ragioni di salute, dal 26 febbraio al 26 agosto. Ma tra luglio e agosto di quell'anno aveva partecipato, a bordo di "Mare verticale" alla Rolex Fastnet race, una gara tra le imbarcazioni di altura che si disputa al largo delle coste della Gran Bretagna e che è preparatoria della transoceanica Transat Jacques Vabre.
Una circostanza impossibile da negare, visto che della presenza del giudice-skipper dava conto il diario di bordo scaricato da un sito Internet, con tanto di foto e di un suo pensiero. Ma non era bastato. Dal 30 agosto al 28 ottobre il magistrato con la passione della vela aveva preso un ulteriore periodo di aspettativa per malattia, al termine del quale aveva partecipato in congedo ordinario alla transoceanica. La sua presenza a quest'ultima regata aveva avuto una "vasta eco" sulla stampa nazionale e locale e persino sul quotidiano francese "Liberation". Delle sue avventure estreme, in mare, in montagna, anche in solitaria, esiste in rete abbondante documentazione.
Tutto ciò, però, aveva provocato "disagio" e "commenti critici" tra i colleghi e gli avvocati del suo distretto, quantomeno sorpresi dal fatto che il giudice-skipper avesse potuto partecipare a una "prova così fisicamente impegnativa" dopo 9 mesi di congedo per malattia.
Invano davanti al Csm, la Carreri si è difesa spiegando che attività sportive di una certa difficoltà e di livello elevato le erano state "caldamente prescritte" per la sua patologia e che in ogni caso le sue assenze non avevano determinato alcun disservizio. "Le fatiche sportive, sicuramente, non sono state oggetto di prescrizioni mediche" l'ha contraddetta il Csm, citando i suoi stessi certificati medici. Nessun dubbio, dunque, sulla sua colpevolezza: "Nel partecipare alle regate veliche nei periodi di aspettativa concessi per motivi di salute ha violato i doveri di correttezza". Ma non solo: la grande eco data alla sua partecipazione alla regata "ha determinato indubbiamente un grave danno alla immagine del magistrato e alla credibilità dell'istituzione giudiziaria".
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/29245girata.asp