I VIBONESI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!


MALASANITA'

I NAS DENUNCIANO 30 TRA MEDICI E DIRIGENTI

VIBO: "L'OSPEDALE DELLA VERGOGNA" FRA TANGENTI E MALASANITA'

(AGI) - Vibo Valentia, 29 gen. 2008 -  Con la denuncia di 30 fra medici e dirigenti da parte dei Carabinieri del Nas, dopo l'ennesimo sopralluogo, la tormentata stagione della sanità vibonese fa scrivere un altro capitolo negativo. Fra inchieste su presunte tangenti e morti sospette, lo "Jazzolino" è passato alle cronache come "l'ospedale della vergogna" di cui gli stessi operatori hanno recentemente sollecitato la chiusura, in attesa del nuovo manufatto. Un'opera già in costruzione il 21 settembre 2005 quando scattò l'operazione denominata "Ricatto". L'inchiesta dei Carabinieri, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Lombardo, ha visto indagate 29 persone, tra cui ex direttori generali dell'Asl, politici, massoni, esponenti dell'Opus Dei e qualche alto grado dell'esercito, nonché tecnici ed imprenditori.

A loro carico accuse che vanno dall'associazione per delinquere, alla truffa, al falso, alla concussione e all'illecito finanziamento dei partiti. Due anni d'indagini, un dossier di circa 4.000 pagine, 350.000 intercettazioni, una piattaforma accusatoria insomma che ha fatto scattare per 15 indagati la richiesta di altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere che il gip ha invece rigettato. A dare l'avvio alle indagini la gara d'appalto relativa alla costruzione del nuovo ospedale nel gennaio del 2003, vinta dal TIE, un consorzio d'imprese esistente soltanto sulla carta, una scatola vuota che fungeva come raccoglitore di tangenti da spartire appunto a partiti politici, in questo caso l' Udc nazionale e locale. Quasi tutti gli indagati sono stati rinviati a giudizio dal gup. Per alcuni di loro che avevano scelto il rito abbreviato il 12 gennaio scorso sono state emesse condanne a pene che vanno dai due ai cinque anni, mentre gli altri stanno per essere giudicati col rito ordinario dinnanzi al tribunale di Vibo.

Nel corso dell'operazione "Ricatto" e' stata sequestrata anche l'area su cui avrebbe dovuto sorgere il nuovo ospedale e su cui alla vigilia delle elezioni amministrative, era stata messa anche la prima pietra da una impresa di Lamezia in odore di mafia che aveva avuto, secondo l'accusa, il subappalto dietro pagamento di una tangente. Fu così che i vibonesi si videro sfumare il sogno d'avere un nuovo ospedale degno di questo nome. Tutto questo mentre il vecchio ospedale evidenzia carenze sempre più evidenti. Il 20 gennaio del 2006 scoppia il primo vero caso di malasanità. Federica Monteleone, una ragazza di 16 anni, operata per una banale appendicite, va in coma in seguito ad un black out e muore una settimana dopo all'ospedale di Cosenza. Scattano subito le indagini dei carabinieri ed arrivano i Nas per controlli a tappeto.

Il 4 dicembre 2007, un'altra sedicenne, Eva Ruscio, muore sempre in sala operatoria per un intervento di tracheotomia: era stata ricoverata tre giorno prima per un ascesso tonsillare. A cavallo tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008, in clima già pesante, la morte di Orazio Maccarone, un uomo di 88 anni. Si parla di un altro presunto caso di malasanità. L'ottuogenario, trasportato al pronto soccorso di Vibo Valentia per una broncopolmonite, sarebbe rimasto quattro ore in attesa che venisse trovato un posto in un altro nosocomio. Le condizioni dell'uomo, durante il trasferimento nel vicino ospedale di Tropea si sono aggravate: riportato a casa su indicazione della figlia, qualche ora dopo l'anziano e' morto nella sua abitazione. Un caso di malasanità tutto d'accertare, che però ha gettato benzina sul fuoco, aggravando ancor di più la brutta nomea dell'ospedale di Vibo, oggetto ieri della visita dell'ex prefetto Achille Serra e stamattina di una raffica di denunce da parte del Nas. (AGI) -

http://www.agi.it/news/notizie/200801291658-cro-rt11115-art.html


MAGISTROPOLI

REGGIO CALABRIA - 08 Giugno 2007 - Il pm di Salerno Domenica Gambardella ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex governatore della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti, indagato nell'ambito della maxinchiesta "Dinasty 2 - Do ut des", che il 10 novembre scorso e' culminata con l'arresto del presidente della sezione civile del Tribunale di Vibo Patrizia Pasquin. Il magistrato titolare dell'indagine ha chiesto inoltre il rinvio a giudizio per tutti gli altri trenta indagati.

http://www.catanzaroinforma.it/pg/news.asp?news=5695


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