I TREVIGIANI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?


MAGISTROPOLI IN VENETO

VIAGGIO TRA I TRIBUNALI PIU’ CORROTTI D’ITALIA

L'impunità, di cui sotto qualsiasi governo continuano a godere i magistrati corrotti e il silenzio di regime che avvolge gli abusi giudiziari, nei confronti dei soggetti più deboli, ci ha portato ad intraprendere questo viaggio attraverso i Tribunali italiani, partendo dalla città di Treviso, punta dello sviluppo economico del ricco nord-est,  allo scopo di renderne pubbliche le malefatte e il vuoto di giustizia che incontrano i cittadini inermi che fiduciosamente si rivolgono all'istituzione giudiziaria.

TREVISO 5 MAGGIO 2008 - Treviso è protagonista di una clamorosa censura mediatica. Da oltre un mese una quarantina di inermi cittadini, vittime di abusi giudiziari, manifesta inascoltatamente, tutti i giorni, la propria indignazione, davanti al Tribunale, con cartelli e volantini, senza che nessun giornale o emittente, anche locali, ne abbia dato notizia. Trattandosi di casi, spesso clamorosi, il totale silenzio mediatico che, omertosamente avvolge la tenace protesta di un gruppo di cittadini trevigiani, nei confronti della magistratura locale, ci appare degno di essere denunciato e portato a conoscenza della rete, affinché si vergognino i giudici del loro operato, ma anche i giornalisti del loro silenzio.

Lo scorso aprile, dalle pagine web di questo giornale, avevamo già narrato a sommi capi alcuni casi di estorsioni legalizzate dalla magistratura milanese e trevigiana, con la compiacenza delle Procure di Brescia, Trento, Venezia, Bologna, Trieste, nonché del Ministero di Giustizia e del Consiglio Superiore della Magistratura che, a differenza dei casi Mastella/De Magistris e D'Alema/Forleo, sono rimasti, sinora, del tutto inerti, anche a fronte di macroscopici delitti contro l'Amministrazione della giustizia, commessi nell'esercizio delle funzioni giurisdizionali, da parte dei magistrati denunciati dalle colonne di questa rivista on line ("Da Milano a Brescia Giustizia alla rovescia! Da Brescia a Trento solo una parola al vento" - Cfr. n. 1/07).

Fatti taciuti dalla stampa di regime, in quanto talmente scomodi agli interessi di ogni schieramento politico, da essere sistematicamente censurati, nel timore che i lettori, i quali al tempo stesso sono elettori, comprendano come stiano effettivamente le cose e che nessun partito ha veramente a cuore la giustizia, né di affermare in concreto il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Spiegavamo, infatti, trattarsi di un vasto sistema di malaffare, profondamente radicato nel tessuto istituzionale, e congenito al funzionamento delle istituzioni e dell'economia di mercato, in grado di produrre un vertiginoso flusso di finanziamenti illeciti, clientelismo, voto di scambio e garanzie di impunità, dove gli interessi di politica, imprenditoria, informazione, mafia, criminalità organizzata, giustizia e, financo, di chiese e organizzazioni antimafia, si fondono con gli interessi dei cosiddetti "poteri forti economico-finanziari", dietro cui si cela la lunga manus delle logge massoniche che controllano capillarmente il territorio e i gangli vitali dei centri istituzionali.

In tale contesto, il "principio di intangibilità" degli affiliati alle consorterie affaristico-giudiziarie si contrappone a quello di "uguaglianza di fronte alla legge", per cui accade che alla certezza del diritto si sovrapponga e prevalga la prassi della discrezionalità, tipica delle dittature; prassi da cui genera il fenomeno dell'illegalità giudiziaria e l'insanabile piaga sociale della malagiustizia.

Come potrete leggere dai casi raccolti nel nostro viaggio attraverso i Tribunali italiani, la giustizia funziona alla rovescia in qualsiasi parte d'Italia, dove i rappresentanti dei poteri forti e delle logge massomafiose che controllano il territorio, fanno da padroni nelle aule di giustizia e riescono quasi sempre a farla franca, con il compiacente avvallo degli organi di controllo della magistratura e dei Palazzi romani, come avevano invano denunciato sin dagli anni novanta, ancor prima del Gip Caterina Forleo e del P.M. Luigi De Magistris, alcuni tra i migliori magistrati antimafia, tra cui Salvo Boemi, Roberto Pennisi, Agostino Cordova, Alberto Di Pisa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri, minacciati di morte, messi a tacere e delegittimati dagli stessi rappresentanti di quei poteri occulti che avevano inascoltatamente denunciato...

http://www.lavocedirobinhood.it/Articolo.asp?id=142&titolo=VIAGGIO%20TRA%20I%20TRIBUNALI%20PIU'%20CORROTTI%20D'ITALIA.%20TREVISO


MALASANITA' IN VENETO

Primario condannato per morte bimba

Treviso,25 gen. 2008 -  scompensi creati da anestesia

E' stato condannato con rito abbreviato a sei mesi di reclusione il primario dell'ospedale di Castelfranco Veneto (Treviso), accusato di omicidio colposo per la morte di una bambina di due anni avvenuta nell'agosto 2006, durante un esame diagnostico. Alla piccola era stata somministrato dell'anestetico in forma gassosa che però avrebbe indotto scompensi così pesanti da non consentire ai medici di rianimarla e di evitarne la morte.

La bambina, sofferente di una malattia scheletrica congenita, stava per essere sottoposta ad una Tac e per questo era stata sedata.

Secondo il pm Iuri De Biasi, che aveva chiesto una condanna a 18 mesi per Giorgio Zanardo, il medico si sarebbe reso responsabile di ''aver programmato l'intervento in un ambiente non sufficientemente garantito in caso di complicanze su un soggetto a rischio'' e di aver sottoposto la piccola paziente ad ''un'anestesia non prevista''.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo397803.shtml


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