I TRENTINI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!

di Antonio Giangrande

(Inchiesta basata su atti pubblici e/o di pubblico dominio. Le fonti sono lincate).


Permessi di soggiorno falsi agli immigrati. In manette il figlio del questore di Trento.

Giuseppe Caldarola, 31 anni, avvocato a Reggio Emilia e figlio del questore di Trento, Angelo Caldarola. Il provvedimento, di cui danno notizia oggi alcuni giornali locali, risulta riguardare un'inchiesta della Procura di Brescia, eseguita dalla Squadra mobile della polizia della città lombarda, in merito a un giro di permessi di soggiorno falsi, in cui sarebbe coinvolto anche un ex vigile emiliano.

Giuseppe Caldarola, che esercita la professione da pochi anni, alle ultime elezioni comunali si era presentato come candidato in una lista civica a Reggio Emilia.

Trentuno anni, figlio di Angelo ex funzionario di polizia della questura di Reggio Emilia, questore a Trento, Giuseppe Calderola è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e uso di atto falso. Ma per lui non si sono aperte le porte del carcere: ha ottenuto subito gli arresti domiciliari.

L’inchiesta nella quale è rimasto impigliato il giovane legale - da quel poco che filtra dagli ambienti investigativi di Brescia - sarebbe scattata partendo da un gruppo di cittadini pachistani che dalla zona di Brescia gestivano una lucrosa compravendita di permessi di soggiorno ottenuti con false certificazioni. Una maxi inchiesta che vede coinvolto anche un ex vigile urbano, residente in provincia di Reggio, a cui è stato notificato l’obbligo di firma.

L’indagine era partita oltre due anni fa in concomitanza con il termine delle regolarizzazioni del decreto flussi del 2007, quello diventato famoso col nome di «Click-Day». Bocche cucite, adesso, in Procura e in Questura. La Mobile di Brescia starebbe ancora lavorando per ricostruire con esattezza quanto accaduto tra il 2007 e il 2008 sulla «gestione», considerata illegale, dei permessi di soggiorno. Toccherà allo stesso Caldarola provare a difendersi, nei prossimi giorni, davanti ai magistrati.

Una notizia choc, quella del suo arresto, che ha messo in subbuglio l’ambiente del foro reggiano e ha lambito anche la politica cittadina, visto che Caldarola, nelle ultime elezioni comunali, si era presentato come candidato della lista civica guidata da Luigi Piscopo, un ex ispettore di polizia. L’avvocato alle urne ottenne però solo 18 preferenze.

Da quanto filtra dagli ambienti investigativi bresciani, nell’indagine che ha permesso di smantellare l’organizzazione che gestiva il mercato «nero» di permessi di soggiorno, sarebbero coinvolte parecchie altre persone. Personaggi che avrebbero avuto ruoli importanti nello scovare stranieri pronti a sborsare denaro per ottenere la regolarizzazione in Italia.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/07/news/permessi_di_soggiorno_falsi_agli_immigrati_in_manette_il_figlio_del_questore_di_trento-2540100/

http://www.ilgiornale.it/interni/falsi_visti_arrestato_figlio_questore/08-03-2010/articolo-id=427716-page=0-comments=1


MAFIOPOLI A TRENTO ?!?!

In questi giorni è "scoppiato" il caso trentinopoli. Più di altri commenti è forse bene ricordare le parole dette (e forse non ascoltate) dal nostro difensore civico nel "lontano" 29 luglio 2006.

Diverse persone mi hanno riferito, parlando dei loro problemi con le amministrazioni di tanti piccoli paesi, che la mafia c'è anche in Trentino». Parola del difensore civico della provincia di Trento Donata Borgonovo Re. Chi l’avrebbe mai detto che nella provincia di Trento c’è la mafia? Certo, non è la mafia intesa normalmente, quella assassina, più precisamente si tratta di comportamenti che hanno del mafioso soprattutto nei piccoli comuni del Trentino.

Il 13 luglio Donata Borgonovo Re - che oltre ad essere difensore civico per conto del Consiglio provinciale lo fa anche per i comuni trentini che hanno sottoscritto un accordo in tal senso – ha riferito alla commissione trasparenza del comune di Trento sull’attività del 2005.

Il difensore civico ha detto che nei piccoli comuni chi ha un certo cognome e fa parte della maggioranza trova dappertutto le porte aperte, chi invece è escluso da questa cerchia non gode di determinate corsie preferenziali. Insomma, un comportamento di tipo mafioso.

Alla faccia dell’imparzialità della pubblica amministrazione, diciamo noi.

Esiste un modo di trattare la gente non alla stessa maniera, ma dividendo fra serie A e serie B in base a “legami, simpatie, leggi non scritte” e molti amministratori si comporterebbero come “padri-padroni sulle loro comunità”, afferma Borgonovo Re, la quale riporta l’opinione a lei espressa da molti cittadini per cui ritiene che tali affermazioni debbano essere verificate sul campo.

Su 1.200 fascicoli aperti nel 2005 123 solamente riguardavano il Comune di Trento in cui vive un quarto dei residenti in Trentino. Segno che nella città di Trento il rapporto cittadini-amministrazione comunale è meno problematico rispetto alle comunità più piccole.

Dopo le reazioni stizzite del presidente della giunta provinciale Lorenzo Dellai e della sua Margherita, che ha chiesto le dimissioni del difensore civico, il difensore civico ha precisato che “mafia è un termine sicuramente esagerato: giovedì l’ho usato nella mia relazione semplicemente perché lo sentiamo ripetere spesso dai cittadini che vengono da noi a chiedere aiuto. Non posso negare che io e i miei collaboratori siamo rimasti colpiti dalla frequenza con la quale ci dicono ‘la mafia esiste anche in Trentino’ e questo vuol dire che c’è un problema. Se qualcuno indica con il dito la luna non bisogna guardare il dito, ma la luna”. “Non credo – afferma Borgonovo Re – che ci sia una cupola e se dovessi definire io stessa il fenomeno non userei il termine ‘mafia’. Credo però che in Trentino sia diffusa una cattiva cultura dell’amministrare, per la quale il sindaco considera il Comune come ‘cosa sua’. E non si tratta di casi sporadici”.

Le affermazioni del difensore civico giungono a poche settimane da un’altra polemica sollevata da un Sindaco sempre del Trentino il quale aveva affermato che chi non è allineato alla maggioranza di Giunta provinciale viene in certo qual modo boicottato. Sono seguite precisazioni, smentite da parte del Sindaco interessato che non intendeva dire quello che è stato scritto sui giornali. Ma tant’è, un certo malcontento fra i Sindaci ci sarà: perché evidentemente anche qui ci saranno quelli di serie a e di serie b, quelli che vengono quasi sempre accontentati e quelli invece che per vari motivi vengono in qualche modo boicottati.

Dunque sta emergendo in Trentino una certa insofferenza verso gli amministratori locali. Evidentemente molti cittadini ritengono che un sistema quasi-federale, quale è l’autonomia speciale, non abbia portato con sé anche una maggiore coscienza orientata al bene comune ma abbia rafforzato il partito degli affari.

http://cittadinanzattivabrentonico.blogspot.com/2008/09/trentinopoli.html