
I SAVONESI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!
MALASANITA' IN LIGURIA
OPERATA AL FEMORE INVECE CHE AL GINOCCHIO
Genova - Savona 8 gennaio 2008 - Era stata ricoverata per essere sottoposta ad un intervento al ginocchio destro. Quando si è risvegliata dopo l’operazione si è invece accorta di essere stata operata sì, però al femore. È successo a una donna di 76 anni, abitante a Ne, nel levante genovese. F.C., queste le iniziali della paziente, per questo “disguido” ha citato in giudizio l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. La prima udienza del processo, in cui l’anziana sarà assistita da Luca Diana di Chiavari e Carlo Verda di Albenga, si terrà di fronte al Tribunale civile ingauno nel prossimo mese di marzo. Tutta la vicenda si è dipanata a partire dal settembre del 2006.
La donna era affetta da una grave patologia al ginocchio e doveva farsi ricostruire urgentemente una cartilagine. Dal Tigullio è stata indirizzata nell’ospedale specializzato di Pietra Ligure, dove è stata sottoposta a intervento chirurgico. Quando si è svegliata dopo l’operazione, però, la paziente ha scoperto che anziché essere operata al ginocchio l’intervento chirurgico aveva riguardato l’anca: i dottori le avevano sostituito la testa del femore anziché intervenire sull’articolazione del ginocchio.
A quel punto è stata ovviamente decisa una nuova operazione e i medici del nosocomio di Pietra Ligure hanno eseguito un secondo intervento, quello di cui la donna aveva in effetti bisogno per rinforzare il ginocchio. Ma, naturalmente, una volta dimessa dal Santa Corona la signora si è rivolta a un legale per chiedere un risarcimento. La cifra del rimborso, però, non è ancora stata quantificata dai suoi legali.
«La mia assistita ha subito due interventi ravvicinati e ha dovuto sopportare due anestesie totali che, anche in relazione all’età, hanno prodotto gravi conseguenze sul suo stato fisico e psichico» spiega l’avvocato Luca Diana, argomentando le motivazioni su cui si fonda la richiesta di risarcimento. Secondo una perizia medico legale - eseguita dal medico chiavarese Armando Mannucci - la donna avrebbe riportato come conseguenza del doppio intervento un’invalidità del quaranta per cento. Ora toccherà a giudici ingauni giudicare il caso.
Sempre che, prima del giorno in cui è fissato il dibattimento davanti ai giudici, il Santa Corona non decida di trovare una transazione extra giudiziale con l’anziana di Ne, proprio come ha fatto l’Asl4 chiavarese nei giorni scorsi. Il caso era quello di un bambino, anch’egli reso invalido al quaranta per cento per le conseguenze di una manovra errata durante il parto, avvenuto nel 2001.
Proprio alla vigilia della sentenza da parte del Tribunale civile di Chiavari, l’Azienda sanitaria ha deciso di chiudere il contenzioso e risarcire il danno al bambino e alla sua famiglia con un’offerta di cinquecentomila euro. Il piccolo, infatti, era rimasto gravemente offeso al braccio destro e per questo motivo ha dovuto subire due interventi e continua a sottoporsi alla fisioterapia.
CONCORSI SANITARI TRUCCATI IN LIGURIA
Nomine sanitarie: la Procura apre un’inchiesta, nel mirino il San Paolo
Savona. 7 gen. 2008 - La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta sui concorsi “sospetti” per i posti da dirigente medico e amministrativo della Asl di San Martino e dell’ospedale San Paolo di Savona che negli ultimi anni sarebbero stati assegnati a raccomandati per vie politiche o massoniche. Il fascicolo è stato assegnato al pm Francesco Pinto, che ha già ordinato di acquisire gli atti relativi ai concorsi.
L’inchiesta dovrà fare luce sulle presunte sponsorizzazioni politiche che avrebbero premiato medici vicini al centrosinistra o con la tessera di partito.
La denuncia era stata fatta pubblicamente il 14 dicembre da Edoardo Berti Riboli, presidente della Società ligure di chirurgia, nell’Aula Magna di Clinica chirurgica, e ad innescare la polemica in Regione ci aveva pensato Franco Orsi, presidente del consiglio regionale ed esponente di Forza Italia. Anche i giornali avevano avviato inchieste costellate da capitoli di presunta malasanità.
I rappresentanti del centrodestra avevano chiamato in causa il presidente della Regione Claudio Burlando, l’assessore regionale Claudio Montaldo e il neo direttore dell’Agenzia regionale per la sanità, Franco Bonanni. In particolare, è stata investita di critiche la gestione della Asl 2 da parte di Bonanni che in due anni, secondo il centrodestra, avrebbe nominato diversi primari del San Paolo non solo sulla valutazione delle loro capacità professionali, ma anche perché a vario titolo impegnati politicamente nel centrosinistra. Le critiche non avevano risparmiato neppure il presidente della Provincia di Savona, Marco Bertolotto, accusato da Berti Riboli di essere diventato primario al Santa Corona dopo stato eletto a Palazzo Nervi, mantenendo entrambi gli incarichi.
Franco Orsi ha più specificatamente indicato quei medici, poi beneficiari delle promozioni, inclusi su uno dei discussi manifesti elettorali di Burlando. Un manifesto ben visibile (con scritto “Medici per Burlando”) apparso fra l’altro durante le scorse elezioni regionali in via Paleocapa a Savona. Vi compaiono: Franco Bonanni, prima nominato direttore generale della Asl 2, poi dell’Agenzia della Sanità; Rodolfo Tassara, diventato capo dipartimento di Medicina a indirizzo Emato-Oncologico all’ospedale di Savona; il sindaco di Albissola, Lionello Parodi, elevato a primario di Medicina Interna per le cure intermedie; Vincenzo Ingravaglieri, promosso primario di una day surgery al “San Paolo” di Savona; Massimo Marabotto, diventato vice primario, cioè capo di una struttura semplice di Chirurgia Vascolare sempre al San Paolo; Egidio Di Pede, nominato vice primario al San Paolo, di una struttura semplice dipartimentale, in Medicina Interna.
L’assessore alla salute, Claudio Montaldo, in consiglio aveva abbozzato una difesa: “È del tutto casuale l’orientamento politico dei primari. In questo Paese per fortuna si possono ricoprire incarichi importanti anche avendo un orientamento politico manifesto. Userò tutti gli strumenti perché si possa dare la massima trasparenza possibile”. A verificare se vi sia stata o meno una gestione politica irregolare della sanità regionale ora ci penserà la magistratura.
http://www.ivg.it/2008/01/07/sanita-la-procura-di-genova-apre-uninchiesta/