
I RIMINESI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!
CONCORSOPOLI SANITARIA
CONCORSO TRUCCATO: LE TRACCE TRA I DIPENDENTI DELL'AUSL
RIMINI – 26 luglio 2007 - Concorso Ausl truccato. Sono due i candidati accertati trovati in possesso del tema d'esame completo. I più furbi, invece, sono riusciti a disfarsi del materiale, anche se a incastrarli sono state le perquisizioni domiciliari delle forze dell'ordine, disposte dal sostituto procuratore della Repubblica Francesca Zavaglia, dove sono state reperite delle prove ''proibite''. Nei guai sono finiti tutti dipendenti dell'Ausl con contratti a tempo determinato.
Lunedì mattina i Carabinieri si sono presentati nella sala delle terme di Riccione attorno alle 9 mentre era in corso l'esame di ammissione per tre posti di tecnico della prevenzione. A contendersi il posto erano in 275. Gli uomini dell'Arma, a fine prova (verso le 12) hanno sequestrato le prove scritte e portato il materiale in Procura dove è stato aperto un fascicolo d'inchiesta: coinvolti i membri della commissione.
L'esame, che si articola anche in una prova orale, riguarda tre posti di collaboratore professionale sanitario, personale di vigilanza e ispezione – tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro uno presso l'Ausl di Rimini, uno presso quella di Cesena ed uno presso quella di Forlì.
Secondo quanto si è appreso, gli uomini dell’Arma avrebbero trovato addosso ad una decina di partecipanti al concorso il testo del compito già eseguito, solo da copiare. Immediatamente sono scattate le indagini per capire chi possa avere fornito quelle preziose informazioni ai concorrenti e se lo abbia fatto dietro.
http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=233979§ion=news/Prima%20pagina
Egregio Dottor Giangrande,
non ho problemi ad aderire ad una associazione che si propone di lottare qualsiasi forma di associazionismo mafioso e, pertanto, qui di seguito le manifesto il consenso.
La mia "non conformità", peraltro, è relativa, perché in realtà sono gli "altri", cioè quelli che lei chiama i "poteri forti", a non essere conformi a principi giuridici, come quello del rispetto della laicità e del diritto all'eguaglianza, che sono scritti nella Costituzione e nelle Convenzioni Internazionali alle quali ipocritamente l'Italia ha aderito. Purtroppo, in questo "regime" si rischia a passare per "non conformi" quando si è semplicemente "normali".
La ringrazio e la saluto. La terrò informato sugli sviluppi.
Luigi Tosti da Rimini
RIMINI - 27 LUGLIO 2007 - "Il Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila, accogliendo la richiesta del Procuratore della Repubblica, ha disposto nei giorni scorsi il rinvio a giudizio immediato del giudice di Camerino Luigi Tosti per il reato di omissione di atti di ufficio, «per essersi indebitamente astenuto dal tenere le udienze a causa della presenza del crocifisso nelle aule giudiziarie». L’udienza è stata fissata dinanzi al Tribunale penale dell’Aquila, in composizione collegiale, per il giorno 18 novembre prossimo. L’UAAR sta organizzando, per la stessa data, una pacifica manifestazione di sostegno a favore del giudice, socio dell’associazione. La vicenda ha ottenuto un discreto spazio sui quotidiani nazionali, e soprattutto internazionali.
Con la celebrazione di questo processo, il giudice Tosti, spera di riproporre il caso per cui la Corte di Cassazione «mandò a suo tempo assolto il prof. Marcello Montagnana da analogo reato, per essersi anch’egli rifiutato di assolvere l’incarico di scrutatore a causa della presenza indebita dei crocifissi nei seggi elettorali. Il 18 novembre prossimo dovrò entrare in un’aula giudiziaria non in qualità di dipendente dell’Amministrazione giudiziaria ma come “utente”, e cioè come imputato: dal momento, però, che si riproporrà la stessa identica questione, inoltrerò al Tribunale dell’Aquila e/o al Ministro di Giustizia la richiesta di rimuovere i simboli religiosi dalle aule giudiziarie, preannunciando il mio rifiuto a presenziare all’udienza in caso di inottemperanza e sollevando quindi eccezione di incostituzionalità dell’art. 420 ter del codice di procedura penale nella parte in cui esclude che costituisca legittimo impedimento dell’imputato a comparire il rifiuto a presenziare motivato dall’obbligatoria presenza del simbolo religioso del crocifisso nelle aule giudiziarie. Mi sembra francamente grottesco dover essere giudicato, oltretutto per fatti collegati proprio all’indebita presenza del crocifisso, da giudici confessionali sovrastati da quel simbolo partigiano e che giudicano in nome del Dio dei cattolici».
http://www.uaar.it/uaar/newsletter/48/"
Segreteria Provinciale U.P.L.I.
Via Due Ponti 8
47833 Morciano di Romagna
tel. 0541.980004; cell. 334.3418910
Prot. n° 31/FM/07
Via fax 051.201904 C.A. DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA BOLOGNA
Via fax 051.6445215 C.A. COMANDO REGIONALE GUARDIA DI FINANZA BOLOGNA
OGGETTO: Richiesta di intervento.
Egregia Direzione, Egregio Comando,
la presente per richiederVi un immediato intervento al fine di tutelare le Guardie Particolari Giurate dell’Istituto di Vigilanza Cooperativa “La Fedelissima” con sede in Via Portogallo 3 a Rimini. Nonostante un nostro iscritto abbia inviato di su pugno in data 22 agosto 2006 e in data 05 Ottobre 2006 delle richieste d’intervento sia alla Questura di Rimini sezione Polizia Amministrativa, che al Ministero dello Sviluppo Economico e per conoscenza alla Direzione Provinciale del Lavoro di Rimini, sembrerebbe che nulla sia stato fatto, infatti l’iscritto lamentava quanto segue:
1. mancati chiarimenti sui bilanci analitici annuali.
2. assemblee svolte e verbalizzate in modo anomalo.
3. notizie vaghe e incerte riguardo la vita e gli sviluppi della cooperativa.
4. stipendi ricevuti con notevole ritardo da quasi un anno.
5. cooperativa gestita in ramo d’affitto d’azienda dal 01/08/2006 con Amministratore unico Sig. Coppola Vincenzo, attuale presidente di Cooperativa e detentore della licenza suddetta.
6. la Cooperativa tutt’ora versa in gravi condizioni economiche e dalle informazioni ricevute dal Consiglio d’Amministrazione, il debito ammonterebbe a circa € 800.000,00.
7. spesso i turni di servizio superano l’orario stabilito, raggiungendo anche le 10 ore consecutive
Siamo certi che questa situazione di grave danno per il settore della Vigilanza Privata, nonché per le Guardie Particolari Giurate dell’Istituto in questione, sia di notevole entità; Visto quanto esposto Vi richiediamo con urgenza di intervenire. Certi di un Vostro intervento cogliamo l’occasione per porgerVi Distinti Saluti.
Morciano di Romagna (Rimini) 26.03.2007
IL SEGRETARIO NAZIONALE E PROVINCIALE MARCO FUSCO
Segreteria Provinciale U.P.L.I.
Via Due Ponti 8
47833 Morciano di Romagna
tel. 0541.980004; cell. 334.3418910
Prot. n° 29/FM/07
OGGETTO: Richiesta di intervento.
Via fax 051.201904 Alla C.a. DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA BOLOGNA
Egregia Direzione, la presente per richiederLe un immediato intervento al fine di tutelare noi Guardie Particolari Giurate, visto e considerato il mancato operato della Direzione Provinciale del Lavoro di Rimini. Infatti da circa tre anni continuiamo ad inviare alla Direzione Provinciale del Lavoro locale denunce inerenti gli orari di lavoro a cui sono sottoposte le Guardie Particolari Giurate dell’Istituto di Vigilanza Privata CIVIS AUGUSTUS di Rimini che risultano essere fuori norma e soprattutto fuori ogni cognizione di logica possibile e accettabile (parliamo di orari di lavoro di 14/16 ore giornaliere); fino ad oggi, da quanto ci è dato sapere, sembra non sia mai stata avviata una procedura di controllo per l’Istituto di Vigilanza Privata in questione con sede in Rimini in Via Emilia 31. Siamo certi che questa situazione di grave danno per il settore della Vigilanza Privata, sia di notevole entità e difficilmente sopportabile; evidentemente gli Egregi Signori Dirigenti della Direzione Provinciale del Lavoro di Rimini sottovalutano, visti i fatti, il pericolo a cui sono esposte e sottoposte le Guardie Giurate stesse ignorando le nostre denunce o comunque non prendendo in considerazione quanto da noi esposto. Questa è una situazione molto grave che sottolinea allo stesso tempo come gli organi di controllo non facciano il loro “dovere”. Crediamo che in circa tre anni di denunce qualche dirigente e/o responsabile di settore avrebbe avuto tutto il tempo per poter avviare le procedure di controllo e verifica delle nostre denunce ma evidentemente sono tutti affetti da cecità; Vista la situazione, dobbiamo forse pensare che ci sia connivenza tra le parti? Visto quanto esposto Le richiediamo con urgenza di intervenire quanto prima. Certi di un Vostro intervento cogliamo l’occasione per porgerLe Distinti Saluti.
Morciano di Romagna (Rimini) 16.03.2007
IL SEGRETARIO NAZIONALE E PROVINCIALE MARCO FUSCO