
GIOIA TAURO
TRUFFA AL SERVIZIO SANITARIO, SCOPERTI 60 'FALSI POVERI'
GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 18 OTT 2007 - La GdF ha denunciato 60 persone per aver dichiarato il falso all'ex Asl di Palmi per l'esenzione dal ticket sanitario. I finanzieri hanno scoperto che le 66 persone avevano presentato una certificazione che attestava un falso stato d'indigenza. Il limite per godere dell'esenzione del ticket è infatti di 12 mila euro l'anno ma i denunciati dichiaravano di guadagnare una cifra nettamente inferiore o di essere disoccupati o non dichiaravano i redditi realmente percepiti.
http://www.jblasa.com/Calabria/news/2007/ottobre/18_ottobre_2007_3.htm

LOCRI
Locri, truffa e corruzione alla Asl: arrestati cinque medici e dirigenti
Una delle ordinanze per l'ex direttore amministrativo. Una sesta persona risulta al momento irreperibile.
LOCRI (Reggio Calabria) – 3 APRILE 2007 - Associazione a delinquere, truffa, frode in pubbliche forniture e corruzione. Con queste accuse, la Guardia di finanza ha arrestato cinque persone tra medici e dirigenti amministrativi della Asl 9 di Locri. Una sesta persona al momento è irreperibile. Un blitz scattato nello stesso giorno in cui, nel reggino, c'è stato un altro omicidio, probabilmente un regolamento di conti.
GLI ARRESTI
C'è anche l'ex direttore amministrativo dell'Asl, Maurizio Marchese, di 61 anni,
tra le persone arrestate oggi, nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Dda di
Reggio Calabria su una truffa ai danni dell'Azienda sanitaria di Locri e su
altre presunte irregolarità nella gestione. Il Gip Roberto Lucisano ha emesso
sei provvedimenti, mentre per altre tre persone ha rigettato la richiesta di
arresto.
In carcere, oltre a Marchese, è finito Angelo Turano, di 53 anni, amministratore della società Attimed, mentre il fratello, Filippo Turano (51), amministratore della Ti.Medical, risulta irreperibile. Ai domiciliari, invece, sono stati posti Antonio Scopelliti (68) direttore del dipartimento ospedaliero di chirurgia dell'Asl 9 di Locri; Giuseppe Martelli (54), dirigente responsabile del servizio di cardiostimolazione della divisione di cardiologia dell'ospedale di Locri; Antonio Milasi (68), già dirigente amministrativo responsabile dei settori economato e provveditorato dell'ufficio beni e servizi dell'Asl 9 di Locri e direttore amministrativo degli ospedali raggruppati di Locri-Siderno-Gerace.
Tra le accuse, quella di aver acquistato prodotti a prezzi esorbitanti rispetto a quelli di mercato: ad esempio, 3.000 euro per un oggetto che ne costava 100. E in quantità tali che neanche gli infermieri sapevano dove metterli. A certificare le qualità delle forniture, secondo i magistrati "non era una commissione tecnica della stessa Asl", ma la semplice manifestazione del venditore. Così migliaia di euro sarebbero finiti nelle tasche di amministratori, medici e imprenditori.
L'OMICIDIO
Sempre nel reggino, Carmine Cosumano, 35 anni, è stato ucciso in un agguato a
Molochio. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, è stato raggiunto da almeno
nove colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni. Il delitto è avvenuto
mentre Cosumano, che faceva il macellaio, stava rientrando nella sua abitazione.
Giunto davanti alla porta, qualcuno, da distanza ravvicinata, gli ha sparato.
L'uomo è stato colpito alla testa, al busto e al basso ventre.
Secondo gli investigatori l'omicidio potrebbe rientrare in un regolamento di conti nell'ambito della criminalità organizzata della zona. Le indagini sul delitto sono condotte dai carabinieri di Taurianova e coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi.
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/locri-arresti/locri-arresti/locri-arresti.html
MELITO PORTO SALVO
I NAS SEQUESTRANO L'OSPEDALE: MUFFA E DEGRADO
MELITO PORTO SALVO, 20 feb. 2008. La struttura era fatiscente. Così i carabinieri del Nas di Reggio Calabria hanno sequestrato l'ospedale di Melito Porto Salvo. Il sequestro è stato motivato dalle gravi carenze igienico-strutturali riscontrate nell'ospedale tali, secondo quanto riferiscono i carabinieri, da creare condizioni di pericolo per l'incolumità dei lavoratori e degli utenti.
«OSPEDALE DA TERZO MONDO» «Roba da terzo mondo con tutto il rispetto per il terzo mondo». Era stato questo il commento del prefetto Achille Serra, presidente della Commissione per la verifica della qualità dell'assistenza sanitaria in Calabria, dopo la visita compiuta lo scorso 30 gennaio nell'Ospedale civile di Melito Porto Salvo, sequestrato oggi dai Nas.
L'ospedale «Tiberio Evoli» a seguito dell'attività ispettiva avviata sin dal gennaio dell'anno scorso dai carabinieri del Nas, doveva essere addirittura chiuso a causa delle precarie condizioni igieniche e sanitarie e per via anche delle numerose violazioni delle norme di sicurezza. In un rapporto presentato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria i Nas parlano, infatti, di oltre quaranta violazioni per le quali sono state denunciate sette dirigenti dell'ex azienda sanitaria locale.
Tra le tante anomalie i carabinieri hanno notato, nel reparto dove avvengono le dialisi, che un contenitore con all'interno i ferri sanitari si trova a pochissima distanza dal sacchetto utilizzato per l'immondizia. E poi, sempre nello stesso reparto, c'è la muffa sia dietro le apparecchiature che dietro i letti dei pazienti. A Melito Porto Salvo si era recato anche l'assessore regionale alla sanità della Calabria, Vincenzo Spaziante. «Ho trovato una situazione indecorosa - aveva detto - sia sul piano dello stato dell'ospedale e sul piano dell'inerzia perché nessuno ha fatto nulla da anni. Questa situazione non è nata ieri, è una situazione che per crearla ci sono voluti molti e molti anni».
http://www.leggonline.it/articolo.php?id=6833
82 FALSI BRACCIANTI: DANNO ALL'INPS
MELITO PORTO SALVO - INCHIESTA SU UNA TRUFFA COLOSSALE AI DANNI DELL’INPS CONDOTTA DAI CARABINIERI DELLA LOCALE COMPAGNIA. INQUISITE OTTANTADUE PERSONE DEL COMPRENSORIO
L'inchiesta coordinata dal Magistrato Francesco Mollace del Tribunale di Reggio Calabria ha messo in evidenza un'organizzazione che operava nei comuni di Melito di Porto Salvo, Condofuri, Montebello Ionico, San Lorenzo, Bagaladi, Reggio Calabria, Bova Marina e Roghudi.
Melito Porto Salvo - 08/05/2008 - Una colossale truffa ai danni dell’INPS è stata scoperta e sventata dai Carabinieri della Compagnia cittadina, che si muovono sotto le direttive del capitano Onofrio Panebianco. L’operazione è stata coordinata dal dottor Francesco Mollace, sostituto procuratore della repubblica di Reggio Calabria.
Un’organizzazione fraudolenta, operava in città ed in alcuni comuni della fascia jonica a ridosso (Montebello, Melito, Condofuri, San Lorenzo).
Col solito trucco, vecchio come il mondo, ma ancora valido. Almeno così credevano, gl’inquisiti. I destinatari raggiunti dell’avviso di garanzia, spiccato dal magistrato, a conclusione delle indagini preliminari pensavano di poterla fare franca.
In sostanza i falsi braccianti, avviavano le pratiche per assicurarsi le varie indennità previste: maternità, malattia, disoccupazione, regolarmente erogati dall’INPS. A tre donne è stato contestato il reato di concorso in associazione a delinquere. Sarebbero le titolari della direzione, costituzione ed organizzazione. A tre inquisiti, veniva contestato il reato di ricettazione per ingiusto profitto. Si erano intascati un assegno di provenienza illecita dall’ente SEFS.
La parola passa ora al corposo e qualificato collegio degli avvocati che tenteranno di far crollare il castello delle accuse.
TRUFFA SANITARIA, 210 PERSONE DENUNCIATE A MELITO
MELITO - 31 Maggio, 2007 - Centinaia di ricette mediche sequestrate e 210 persone denunciate. Si è conclusa con questi risultati un’operazione della Guardia di Finanza, conclusasi nei giorni scorsi, nel comprensorio di Melito di Porto Salvo.
I reati contestati nell’informativa depositata alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria vanno dalla truffa aggravata a danno del Servizio sanitario nazionale al concorso in falso ideologico in atto pubblico. I militari delle Fiamme Gialle hanno condotto un’accurata indagine nel comparto della spesa sanitaria volta a reprimere consistenti frodi perpetrate a danno della sanità.
I controlli si sono protratti per circa un anno e si sono concretizzati in oltre 7.000 accertamenti nei confronti di soggetti che, con le loro dichiarazioni o di loro congiunti nonchè per carenza di controllo all’atto dell’erogazione della prestazione sanitaria, sono stati inseriti in maniera illecita tra gli aventi diritto all’esenzione del ticket sanitario.
L’attività delle Fiamme Gialle ha permesso di rinvenire oltre 3.700 prestazioni mediche radiologiche (più del 50% di quelle oggetto di controllo) ammesse in esenzione del ticket sanitario senza la prevista autocertificazione dell’assistito. Ed oltre 200 esenzioni del ticket sanitario (pari al 60% circa delle prestazioni autocertificate) illecitamente usufruite all’unità operativa di Radiologia del Presidio Ospedaliero “Tiberio Evoli” di Melito di Porto Salvo. Il danno erariale accertato con riferimento alle prestazioni radiologiche erogate in un anno ammonta ad oltre 220.000 euro.
L’operazione, denominata “No pay x-ray” ha preso le mosse da un’attenta a attività di monitoraggio svolta dalla Tenenza di Melito di Porto Salvo sulla maggiore incidenza di alcune prestazioni sanitarie a carico del Servizio sanitario nazionale, in particolare le prestazioni radiologiche (TAC, radiografie ed altre). L’operazione ha permesso di far emergere un reddito complessivo illecitamente occultato per oltre 3.920.000 euro alla struttura sanitaria che ha erogato le prestazioni sanitarie.
http://www2.melitoonline.it/index.php?p=906