PAULLO

Milano, 15mila multe contestabili, emesse da 6 semafori sequestrati.

Milano - 13 feb. 2008 - Altri sei T-red sequestrati su semafori del Milanese (a Paullo e a Spino d'Adda) e due avvisi di garanzia per turbativa d'asta ai comandanti della polizia locale dei due Comuni. E' la nuova operazione della Guardia di Finanza nell'inchiesta sul dispositivo elettronico che rileva le infrazioni degli automobilisti che passano col rosso. Le multe emesse nell'ultimo anno dagli impianti sequestrati ammontano a 15mila.

In particolare sono 9mila a Paullo e circa 6mila a Spino d'Adda. Queste multe, inflitte agli incroci regolati dai ti-red, dovrebbero essere annullate.

Nel mirino delle fiamme gialle ci sono anche le procedure di assegnazione degli appalti per un dispositivo ti-red su un semaforo a Bergamo città. Dispositivo che, inserito in via sperimentale, è stato disattivato dopo che era scoppiato il caso del cosiddetto "vampiro rosso" di Segrate. A Bergamo non ci sarebbero indagati.

Da segnalare infine che a Paullo mentre i finanzieri stavano smontando il dispositivo e' scattato la luce gialla del semaforo e un camionista per la paura di venire multato ha frenato bruscamente ed è stato tamponato da un'automobile.

La Gdf ha già acquisito le carte relative alle procedure di appalto dei T-red nei due Comuni dell'hinterland. Le due società appaltatrici coinvolte nelle indagini della Procura di Milano sono la Citiesse e la Scae.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo400599.shtml


PESCHIERA BORROMEO

Tangenti di Peschiera Borromeo

Condannato a tre anni l´ex sindaco comunista Malinverno, oggi capogruppo dell´Udc in Provincia

I vertici regionali del Pci-Pds non furono complici delle corruzioni che a metà degli anni Novanta segnavano la vita del comune di Peschiera Borromeo. Lo ha stabilito ieri la Quarta sezione del tribunale di Milano che ha assolto «per non avere commesso il fatto» Massimo Ferlini e Fabio Binelli, entrambi indicati dal "pentito" Salvatore Volo come destinatari di una quota delle tangenti incassate dagli esponenti locali della Quercia. Ferlini si era difeso spiegando che all´epoca dei fatti non faceva più parte dei Ds, essendo già transitato alla Compagnia delle Opere, mentre Binelli - consigliere regionale - ha spiegato di essersi battuto contro i progetti di edificazione nell´area di Peschiera.

Condannati, invece, gli amministratori locali. A partire da Marco Malinverno, titolare di un percorso politico irrequieto: sindaco comunista di Peschiera, poi leader di una lista civica, infine approdato al centrodestra e oggi capogruppo dell´Udc nel consiglio provinciale di Milano. A Malinverno vengono inflitti tre anni di carcere per corruzione, la stessa pena che viene inflitta all´imprenditore Pier Franco Pirovano, indicato dalla Procura come il dispensatore di mazzette in cambio di licenze edilizie. Due anni e mezzo all´altro ex sindaco Andrea Villa, e così pure al "pentito" Volo, cui evidentemente i giudici non hanno creduto in pieno.

Assolti con formula piena Binelli e Ferlini (difesi dagli avvocati Franco Rossi Galante e Carlo Gilli) per cui il pubblico ministero Fabio Napoleone aveva invece chiesto il proscioglimento soltanto per prescrizione del reato. E assolta anche Carla Bruschi, ex assessore a Peschiera nonché compagna dell´ex deputato socialista Gianstefano Milani. La Bruschi era finita sotto inchiesta perché, secondo la Procura, una parte della tangente pagata da Pirovano al sindaco Malinverno avrebbe preso la forma di un finanziamento al quotidiano L´Indipendente, pubblicato in quegli anni da Milani e dove Malinverno lavorava. Anche per la Bruschi, che del finanziamento era stata l´intermediaria, era scattata l´accusa di corruzione, ritenuta inconsistente dal tribunale presieduto dal giudice Pasquale Nobile de Santis.

REPUBBLICA 22 GIUGNO 2006

Tangenti a Peschiera, condannati gli ex sindaci Malinverno e Villa

LA DIFESA. LA SENTENZA Quattro condanne (ma con prescrizione incombente forse già prima dell'appello perché i fatti risalgono a molti anni fa) e tre assoluzioni hanno concluso ieri, davanti alla quarta sezione del Tribunale, il processo di primo grado per i 2,4 miliardi di lire con i quali, secondo l'accusa dei pm Fabio Napoleone e Claudio Gittardi, fra il 1993 e il 1995 il costruttore Pierfranco Pirovano aveva corrotto alcuni politici per il via libera (tra le contestazioni di molte famiglie abitanti nella zona) al cambio di variante per l'edificabilità dei terreni C3 di San Bovio a Peschiera Borromeo, 900 appartamenti su un'area in precedenza vincolata a parco agricolo.

Il 25 ottobre 2004 il giudice dell'udienza preliminare Giovanna Verga aveva rinviato a giudizio per corruzione due ex sindaci di Peschiera Borromeo, Marco Malinverno (Pci-Pds all'epoca dei fatti, oggi consigliere e capogruppo dell'Udc nella Provincia di Milano con il Polo) e Andrea Villa (ex Dc), nonché l'ex assessore Psi Carla Bruschi, e gli ex Pci-Pds Salvatore Volo, Fabio Binelli e Massimo Ferlini (oggi vicepresidente nazionale della Compagnia delle Opere e presidente dell'articolazione milanese).

La sentenza di ieri ha inflitto 3 anni di reclusione all'ex sindaco Malinverno e all'imprenditore Pirovano, e 2 anni e mezzo all'altro ex sindaco Villa e a Volo. Sono invece stati assolti l'ex assessore Bruschi e gli allora membri della commissione regionale incaricata di valutare il nuovo piano regolatore, Binelli e Ferlini, per i quali si erano battuti i difensori Franco Rossi Galante e Carlo Gilli.

Il Tribunale ha anche condannato i quattro imputati ritenuti colpevoli del reato di corruzione a risarcire 20 mila euro al Comune di Peschiera, costituitosi parte civile. E a un gruppo di privati, pure costituitisi nella causa, è stato riconosciuto il diritto al risarcimento in misura che dovrà però essere stabilita attraverso un separato giudizio davanti al tribunale civile.

Le motivazioni della sentenza, fra tre mesi, daranno conto di come e fino a che punto siano state valutate le dichiarazioni di Volo. Da un volantino anonimo nel 1999, infatti, le indagini erano risalite allo stampatore, proprio l'ex comunista Volo, che a quel punto aveva prospettato una versione in parte autoincriminante. Asseriva di aver assistito personalmente alla consegna di denaro dal costruttore Pirovano a due sindaci, appunto Malinverno e Villa. Ammetteva poi di aver intascato 420 milioni, e sosteneva di averne divisi 300 con Binelli e Ferlini. E accusava l'ex assessore Bruschi (ex Dc, poi Fi) di aver fatto arrivare soldi al suo compagno, ex parlamentare socialista, per riaprire il quotidiano «L' Indipendente», dove per un periodo Malinverno figurò direttore editoriale.

«Siamo sorpresi e amareggiati per la notizia della condanna, in primo grado a tre anni, al collega capogruppo Marco Malinverno», è la difesa che per lui arriva dal capogruppo di Forza Italia nel consiglio provinciale di Milano, Bruno Dapei. «Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza per capire come si possa aver dato credito alle accuse, per noi chiaramente infondate, mosse contro il Consigliere provinciale per fatti che risalgono all'epoca in cui guidava una giunta di sinistra a Peschiera Borromeo. All'amico Malinverno va la nostra piena solidarietà umana e politica, e abbiamo fiducia che la magistratura giudicante saprà riconoscere la totale estraneità di Marco Malinverno dai fatti che gli vengono attribuiti».

IL CORRIERE 22 GIUGNO 2006

http://in2minuti.it/2006/06/rep6_0622_tangenti-a-peschiera.htm


SEGRATE

SEMAFORI TRUFFA

MILANO - 11 OTT. 2007 -  Un semaforo soprannominato dagli abitanti di Segrate il «vampiro rosso» per la voracità con la quale in pochi mesi, da novembre dell'anno scorso a maggio, ha fotografato, attraverso le telecamere del sistema T-Red, 30 mila automobilisti, multati per essere passati col rosso. Un sistema talmente famigerato da essere finito in un servizio delle iene. Il caso è nato a luglio, quando l'avvocato Francesca Fuso ha presentato in Procura a Milano un esposto sottoscritto da più di cento cittadini. E ora, sul caso, intervengono magistratura e Guardia di Finanza. I cittadini denunciano presunte irregolarità nel sistema automatico di rilevamento delle infrazioni, in particolare ritengono che sia stata truccata la gara d'appalto per l'assegnazione del servizio e che le fotografie delle auto «pizzicate» a passare col rosso e recapitate a casa dei multati siano ritoccate al computer.

INCHIESTA - Accuse gravi, che hanno portato il pm Alfredo Robledo ad aprire un'inchiesta. Quattro gli indagati: due funzionari del Comune di Segrate, tra i quali il comandante dei vigili, e i titolari di due aziende, la CiTiesse e la Scae. Le ipotesi di reato sono abuso d'ufficio, falso materiale e turbativa d'asta. La Guardia di Finanza ha sequestrato alcune telecamere e apparecchi regolatori del tempo dei semafori collocati in quattro incroci sulla via Cassanese. Inoltre ha acquisito alcuni documenti nelle sedi delle società che hanno appaltato il sistema e compiuto accertamenti negli uffici del Comune di Segrate.

DURATA DEL GIALLO - Il sistema, secondo quanto spiegato nell'esposto, faceva sì che fosse impossibile, a chi attraversasse l'incrocio con semaforo giallo, arrivare dall'altra parte senza incappare nel rosso: la durata del colore intermedio sarebbe troppo breve. Una questione tutta da verificare, anche perché - fanno sapere gli inquirenti - la durata del giallo non è regolamentata a livello nazionale. Certo, proseguono, se il passaggio al rosso è troppo rapido può essere rischioso per la sicurezza e in questo caso potrebbe esistere un margine per intervenire.

SOSPETTI SULL'APPALTO - Secondo l'avvocato Fuso, inoltre, la ditta appaltatrice percepiva il 25,1% dell'importo di ogni contravvenzione effettuata. Nell'esposto si fa cenno anche a sospetti circa la regolarità del bando con cui è stata data in appalto la gestione dei semafori alla ditta che ha installato la tecnologia al centro degli accertamenti, attivata il 16 novembre 2006. «Crediamo che la tecnologia vincente fosse stata decisa prima della gara stessa - ha spiegato Fuso -. Finalmente anche le indagini della magistratura danno un primo riscontro positivo. I cittadini di Segrate erano praticamente terrorizzati all'idea di passare in auto sulla Cassanese. Con questo sistema ci sono automobilisti che nel giro di pochi giorni o settimane si sono trovati con più di una multa e pochissimi punti sulla patente».

http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/10_Ottobre/11/semafori_sequestro_finanza.shtml


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