MALAGIUSTIZIA A LECCO
ASTE FALLIMENTARI TRUCCATE: ARRESTATO ANCHE CANCELLIERE DEL TRIBUNALE
(AGI) - Lecco, 20 ott. 2007 - C'è anche un cancelliere del Tribunale di Lecco fra la decina di persone arrestate nel corso della terza fase dell'inchiesta antiusura della Procura di Lecco 'Cappio'. In manette è finito Gennaro Contetto della sezione fallimentare. Con lui, tra gli altri, anche W.C., 41enne di Lecco, il quarantenne M.M. consulente finanziario di Olgiate Molgora (Lecco) e due ristoratori (padre e figlio) di Perego (Lecco).
Le accuse contestate sarebbero, a vario titolo, di turbativa d'asta per la partecipazione ad aste fallimentari pilotate.
L'inchiesta 'Cappio' era partita nell'agosto dello scorso anno quando la Polizia arrestò gli imprenditori Paolo e Antonio Colombo (padre e figlio) di Olginate. Il nuovo filone sulle aste fallimentari truccate sarebbe scaturito dalle dichiarazioni di Paolo Colombo che al Pm, a processo già avviato, raccontò retroscena che coinvolgerebbero anche tre magistrati dello stesso Palagiustizia, che da qualche tempo non sono più in servizio a Lecco.
Il blitz, in una operazione congiunta di Polizia e Guardia di Finanza, ha portato anche a perquisizioni in studi e abitazioni di professionisti e operatori commerciali.
L'inchiesta è coordinata dal Sostituto Luca Masini. Colombo disse al Pm che, grazie alla collaborazione del cancelliere ora finito in manette, sapeva in anticipo i problemi finanziari di molti imprenditori in difficoltà e veniva informato di chi non poteva far fronte ai propri impegni.
Notizie che gli permettevano di decidere quale strategia adottare per vincere le aste giudiziarie che lo interessavano spendendo il meno possibile. "Ammetto di aver sollecitato e ricevuto informazioni da questo cancelliere in più occasioni. Confermo di avere ottenuto informazioni privilegiate su beni oggetto di procedure fallimentari ed esecutive", disse l'imprenditore.
Dopo aver ricevuto queste informazioni privilegiate consegnava al cancelliere la busta con la sua offerta che non veniva registrata, come prescrive la legge. Come mai? Fu lo stesso Colombo a spiegarlo: "Questo cancelliere mi agevolava non registrando le mie offerte nel caso di mancata presentazione di altre offerte.
La busta che consegnavo al cancelliere mi veniva restituita e l'asta andava agli incanti successivi con le riduzioni di prezzo previsti dalle normative vigenti. Venivo anche agevolato nell'ottenere, prima di altri, documentazioni e atti". (AGI)
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ASTE FALLIMENTARI TRUCCATE: ARRESTATO ANCHE AVVOCATO DI LECCO E UFFICIALE GIUDIZIARIO
(AGI) - Lecco, 20 ott. 2007 - L'inchiesta 'Cappio' condotta dal Sostituto Luca Masini della Procura di Lecco relativa alle aste fallimentari truccate riguarda anche un avvocato del Foro di Lecco, colpito da ordinanza di custodia cautelare. Al momento non trapela il suo nome. Il professionista si e' visto notificare il provvedimento di arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza.
L'inchiesta ha coinvolto il cancelliere della sezione fallimentare del Tribunale di Lecco, Gennaro Concetto, accusato di corruzione e turbata libertà degli incanti aggravate e continuate, ed estorsione, reato quest'ultimo che si sarebbe consumato in concorso con l'avvocato.
La Squadra Mobile ha portato in carcere anche tre imprenditori (due ristoratori di Perego, padre e figlio) "che operavano nel settore delle aste e delle vendite giudiziarie in accordo fra loro al fine di operare turbative mediante la corruzione sistematica di Gennaro Concetto, all'epoca alla sezione fallimentare ed alle esecuzioni immobiliari", come si legge in una nota diffusa dal Procuratore Capo di Lecco Annamaria Delitala che ha annullato all'ultimo momento la conferenza stampa indetta per stamani.
Una decisione dovuta alla "sconcertante fuga di notizie" sul blitz portato a termine all'alba di ieri. Nella nota del Procuratore si precisa che "la Polizia di Stato ha proceduto all'arresto di un ufficiale giudiziario in servizio presso l'ufficio U.N.E.P. del locale Tribunale, per concussione continuata e corruzione continuata aggravata, in concorso con i suddetti imprenditori. In particolare al suddetto ufficiale giudiziario e' stato contestato di lavorare 'a libro paga' di uno degli imprenditori che favoriva sistematicamente nelle procedure esecutive e di sfratto, ricevendo compensi in denaro.
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