I BRESCIANI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!


USUROPOLI

TASSO AL 446%: NON E’ USURA !!

Brescia – 31 marzo 2008 - Le archiviazioni dei procedimenti penali, inibiscono ogni forma di ribellione e di lotta contro il reato di usura e di estorsione. Ogni proclama a tutela delle vittime è solo specchio per le allodole, perché senza condanna non c’è indennizzo statale.

La sig.ra Lorena Sacchi di Brescia combatte da anni contro il sistema dell’usura e dell’estorsione, in nome proprio, come aderente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie e come rappresentante locale delle vittime dell’usura. Per quanto le riguarda, a fronte del tasso usurario del 446 % a suo danno riscontrato dal perito della Procura di Brescia, inspiegabilmente lo stesso Ufficio requirente ha richiesto l’archiviazione del procedimento 9097/02 RG. L’opposizione presentata ha avuto esito negativo. Con i tempi della giustizia il reato di estorsione è prescritto, ben 6 anni di fase di indagini preliminari.

Non si deve pensare che questi tipi di reati siano di pertinenza esclusivamente meridionale, per il sol fatto che la magistratura archivia e i media tacciono. Sotto la cenere del perbenismo cova una coltre di illegalità impunita e sottaciuta e a farne le spese sono tantissimi cittadini come la sig.ra Sacchi. Dai dati ufficiali, riscontrabili su www.controtuttelemafie.it al link malagiustiziopoli, si evidenzia che solo 4 reati su 100 sono puniti, e solo il 69 % dei reati è denunciato.

 http://www.adnkronos.com:80/IGN/UGC/?ugcid=14280 


MALASANITA'

BRESCIA: MUORE A 22 ANNI DOPO INTERVENTO ALLA TIROIDE

BRESCIA – 5 DIC. 2007 - La Procura di Brescia ha disposto l'autopsia sul corpo di Andrea Fausti, 22 anni, di Marcheno (Brescia) morto lunedì sera in seguito a una operazione chirurgica alla tiroide. L'intervento è stato eseguito nella mattinata all'Ospedale Civile di Brescia e la morte è sopraggiunta intorno alle 20. "Quando mio figlio è uscito dalla sala operatoria - racconta il padre Alberto - aveva la voce un po' rauca, ma sembrava sereno e scherzava. Alcune ore dopo abbiamo ricevuto una telefonata in cui si diceva che non si sentiva bene". Le condizioni del giovane nel pomeriggio sono continuamente peggiorate e intorno alle 20 è morto.

I familiari di Andrea hanno sporto una denuncia contro ignoti. "Vogliamo sapere cosa é successo", spiega Alfredo Ciocchi, zio del ragazzo. Delle indagini si occupa il pm Silvia Bonardi c che, a quanto si è appreso, avrebbe disposto il sequestro delle cartelle cliniche.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_41179750.html


MAGISTROPOLI

RINVIATO A GIUDIZIO IL GIUDICE CONTE

Rinviato, anche, a giudizio il comandante del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri, generale Giampaolo Ganzer.

MILANO - 13 GIUGNO 2005 - Stessa sorte è stata riservata dal giudice di Milano al colonnello Mauro Obinu, ex Ros oggi ufficiale presso i servizi segreti Sisde, e al pubblico ministero bresciano Mario Conte. Insieme ad altri 26 ufficiali e sottufficiali dei carabinieri, sono accusati di associazione a delinquere, traffico di stupefacenti e peculato per presunte irregolarità nell'ambito di alcune operazioni antidroga compiute nei primi anni '90.

Il processo si terrà il prossimo 18 ottobre. Per due imputati minori, il giudice ha già messo sentenza con rito abbreviato. Fiorenzo Vismara è stato condannato a sei anni e otto mesi; Gabriella Casavola sconterà quattro anni di reclusione.

Il comandante dei Ros Giampaolo Ganzer, ha detto di avere "la coscienza a posto". "Affronterò serenamente il giudizio. Non ho intenzione di dimettermi. Se non avessi la coscienza a posto, l'avrei fatto anche prima. Ci penseranno i miei superiori".

I giudici dell'accusa sono convinti di aver messo le mani su una struttura deviata dei carabinieri che ha lavorato indisturbata per quasi sei anni. La conclusione raggiunta dagli inquirenti che una parte consistente dei fondi a disposizione dell'Arma per l'acquisto di stupefacenti al fine di scoprire bande di trafficanti (e si parla di molti miliardi di vecchie lire) sia stata versata direttamente dai Ros nelle casse dei "cartelli" di narcotrafficanti colombiani e libanesi. La droga veniva poi fatta sbarcare in Italia e consegnata - senza nessun controllo - a trafficanti di fiducia in vista dei "blitz" presentati come brillanti operazioni di servizio. Che spesso, si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, si concludevano con l'arresto solo dei pesci piccoli e il recupero solo di parte della droga.

Mario Conte, il giudice rinviato a giudizio insieme all'alto ufficiale dei Carabinieri, è sospettato dai colleghi di Milano di aver fornito copertura agli affari illeciti dei Ros quando svolgeva il ruolo di pm a Bergamo (oggi magistrato alla Direzione distrettuale antimafia di Brescia).

Sotto inchiesta anche la gestione economica dei fondi a disposizione dell'Arma. Il Ros - annota in un suo bilancio la Procura - "si appropria di almeno 502 milioni di lire, senza precisarne o documentarne la destinazione".

http://italy.indymedia.org/news/2005/06/811136.php


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