I BARESI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!?


AMMINISTRATOPOLI REGIONALE

NELL'INTERESSE DEI CITTADINI PUGLIESI ?

Dai dati del libro “La Casta” di Rizzo e Stella e dai dati del sito della Conferenza delle Regioni si nota come la retribuzione netta dei Governatori delle Regioni italiane sia un diritto liberticida: ognuno prende quello che vuole!!

Scandaloso se si raffronta con i redditi lordi dei Governatori degli Stati Uniti.

Si noti bene: per gli italiano sono netti, per gli americani sono lordi. Inoltre i primi sono governatori di Regioni, i secondi sono governatori di Stati.

PUGLIA

228.631

 

CALIFORNIA

162.598

SARDEGNA

175.733

 

NEW YORK

130.656

SICILIA

171.954

 

MICHIGAN

129.197

CALABRIA

160.240

 

NEW JERSEY

127.737

VENETO

151.380

 

PENNSYLVANIA

119.997

LAZIO

150.576

 

ILLINOIS

113.576

CAMPANIA

148.656

 

WASHINGTON

110.215

LOMBARDIA

144.777

 

CONNECTICUT

109.489

MOLISE

144.457

 

OHIO

105.715

LIGURIA

139.342

 

VERMONT

105.078

PIEMONTE

135.251

 

WYOMING

76.642

VALLE D'AOSTA

126.740

 

UTAH

75.895

TRENTINO ALTO ADIGE

126.089

 

MONTANA

70.410

EMILIA ROMAGNA

120.073

 

ARIZONA

69.343

ABRUZZO

119.613

 

OREGON

68.321

BASILICATA

114.073

 

NORTH DAKOTA

67.505

MARCHE

101.734

 

COLORADO

65.693

FRIULI VENEZIA GIULIA

96.459

 

TENNESSEE

62.043

TOSCANA

89.980

 

ARKANSAS

59.013

UMBRIA

85.231

 

MAINE

51.094

APPARATO REGIONALE: IL PIU’ PAGATO IN ITALIA.

Gli stipendi per il Presidente, la Giunta, i Consiglieri, le Commissioni: un vero salasso per l’erario regionale.

Regione Puglia, quanto mi costi. Confrontando gli stipendi dei dirigenti politici delle Regioni, dal presidente ai consiglieri regionali, vari quotidiani, e da ultimo “Il Corriere della Sera”, hanno scoperto che in Puglia si pagano gli stipendi più alti. Se il presidente della Giunta Regionale percepisce 24.620 euro al mese, due volte rispetto al collega presidente della giunta regionale della Lombardia, chi siede nell'aula di via Capruzzi guadagna 16.115 euro, il doppio del compenso di un consigliere della Toscana, fermo, si fa per dire, a 8.082 euro. Lo stipendio di chi, invece, presiede l'assemblea è di 21.486 euro. Gli importi furono stabiliti con l'accordo di destra e sinistra. Intanto, i consiglieri pugliesi restano i più ricchi d'Italia.

In questo modo le poltrone regionali costano oltre 10 milioni di euro in più.

Tanto paga il contribuente: solo di stipendi, l’aggravio di costi è di oltre 2 milioni di euro all’anno per i cinque anni di legislatura. In tutto quasi 10,4 milioni. Conto stimato per difetto, visto che alcune spese non sono ancora quantificabili.

Le mosse iniziali del governatore di Rifondazione comunista, Niki Vendola, sono state.

Primo: aumentare gli assessori da 12 a 14 (massimo consentito dallo Statuto).

Secondo: sceglierne solo otto tra i consiglieri regionali.

Terzo: portare da sette a undici le commissioni consiliari (e la prima proposta era quattordici!).

Quarto: scegliere un capo di gabinetto fuori dalla Regione, che pure annovera centinaia di dirigenti con i requisiti per l’incarico.

Giunta regionale. Partiamo dagli assessori. Sei sono «esterni», ovvero non membri del Consiglio regionale. La differenza non è di poco conto: un consigliere che fa anche l’assessore riceve la normale indennità per la prima carica (che la Regione pagherebbe comunque) con una lieve maggiorazione per la seconda. Invece gli assessori «esterni» rappresentano stipendi extra. E non sono noccioline: le indennità si calcolano in rapporto a quelle dei parlamentari nazionali. Risultato: la Regione paga sei stipendi pieni in più, che costano 1.772.000 euro all’anno. Va aggiunto il costo delle strutture dei due nuovi assessorati: dalle auto blu al personale, dagli uffici alle missioni. Cifre non ancora quantificabili.

Commissioni consiliari. Fin qui il capitolo giunta. Poi c’è quello «commissioni consiliari». Erano sei da trentacinque anni, cioè da quando era nata la Regione. Il centrosinistra ha già deciso di farle diventare undici, quanti sono i gruppi della coalizione in Consiglio regionale. Alla Regione Puglia anche i muri sanno che l’aumento delle commissioni è l’escamotage per accontentare partiti e consiglieri smaniosi di poltrone. Tanto che sono già state distribuite le presidenze delle quattro commissioni che nasceranno a settembre: Mediterraneo ai Ds, Ambiente alla Margherita, Agricoltura allo Sdi, Servizi sociali all’Udeur. Ogni commissione ha un presidente, due vice e un consigliere segretario. Con undici organi anziché sette, non esisteranno più peones. Tutti i consiglieri avranno un incarico e un corrispondente aumento di stipendio: per il presidente di commissione ogni mese 2.238 euro in più, per i vice 895 euro, per i segretari 671. Solo di stipendi, le nuove commissioni costano 225.552 euro l’anno (107.424 ai presidenti, 85.920 ai vice, 32.208 ai segretari).

Capo di gabinetto. Vendola ha chiamato il coordinatore della sua campagna elettorale, Denny Gadaleta, e non un dirigente della Regione. Risultato: un altro stipendio da 80mila euro e spiccioli, esclusi premi di risultato e indennità di missione.

http://archiviostorico.corriere.it/2007/agosto/03/Regioni_sprechi_Governatori_difendono_co_9_070803105.shtml

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=15562

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2008/11/12/pop_stipendi.shtml

NELL'INTERESSE DELLE ASSOCIAZIONI PUGLIESI ?

CONTRIBUTI ALLE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA: FIGLI E FIGLIASTRI.

IL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE: A NOI E' STATO DETTO CHE MANCA L'ALBO PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE N.7 DEL 2006.

Beni confiscati alle mafie, dalla regione Puglia il contributo solo all'associazione "LIBERA".

200 mila euro in favore della Cooperativa “Terre di Puglia – Libera Terra” (100 mila euro) e dell’Associazione Libera di don Luigi Ciotti (100 mila euro)a euro).

Affermare la cultura della legalità e del contrasto alle mafie. Con questa consapevolezza, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha firmato due decreti che destinano la somma complessiva di 200 mila euro in favore della Cooperativa «Terre di Puglia – Libera Terra» (100 mila euro) e dell’Associazione Libera di don Luigi Ciotti (100 mila euro).

La cooperativa denominata «Terre di Puglia – Libera Terra» è formata da giovani pugliesi e si occupa della gestione dei terreni agricoli e degli altri beni confiscati alla Sacra Corona Unita. Attualmente, in partenariato con la Prefettura e la Provincia di Brindisi, con l’Associazione Libera ed Italia Lavoro Spa, gestisce un progetto che prevede l’impiego a fini agricoli dei terreni confiscati alle mafie nella provincia di Brindisi, nei comuni di Mesagne, Torchiarolo e San Pietro Vernotico.

L’Associazione Libera di don Luigi Ciotti in Puglia sosterrà il progetto MOMArt (Motore Meridiano delle Arti), che prevede la trasformazione di una ex discoteca di Adelfia (Ba), centrale di spaccio e illegalità, in un luogo generatore di sviluppo sociale e civile per i giovani pugliesi.

Per il raggiungimento di questo obiettivo la Giunta il 15 luglio 2008 ha approvato un protocollo d’intesa tra Regione Puglia, Tribunale di Bari, Commissario governativo per i beni confiscati e Associazione Libera.

http://www.diariodelweb.it/Articolo/Regioni/?d=20080905&id=42972

NELL'INTERESSE DEGLI EMIGRANTI PUGLIESI ?

EMIGRAZIONE ED IMMIGRAZIONE, FONDI A PERDERE.

SOLO IL 10 % AGLI AVENTI DIRITTO

PUGLIA – 2008 – Il dr. Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, denuncia l’ennesima anomalia a danno dei più deboli. La Giunta Regionale ha dato avvio a fine febbraio, con la prima presa d’atto del disegno di legge presentato dall’Assessore Elena Gentile, al percorso per la formazione della nuova legge regionale per l’integrazione culturale e l’inclusione sociale degli immigrati in Puglia.

L’iniziativa può sembrare meritevole, se non ci si scontrasse con la realtà dei dati.

Si manifesta la volontà di includere socialmente gli immigrati extracomunitari in Puglia e poi si è incapaci, per dolo o per colpa, di accogliere i nostri emigranti pugliesi di rientro.

Dal Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 169 del 28-11-2007 si legge la Deliberazione della Giunta Regionale del 31 ottobre 2007, n. 1810.

La deliberazione riguarda il Piano 2007 degli “Interventi in favore dei pugliesi nel mondo” (Legge regionale n. 23/2000 – Regolamento regionale n. 8/2001 di attuazione della Legge regionale n. 23/2000). Dai criteri di ripartizione delle risorse si rileva il “BAZAR DEL TRUCCO”, le cui anomalie sono state oggetto di una denuncia penale da parte di alcuni emigranti pugliesi rientrati in patria.

I contributi economici una tantum per emigrati pugliesi che rientrano in Puglia, secondo i criteri e le modalità in vigore ai sensi della D.G.R. 1638/2005, riguardano contributi per acquisto prima casa, affitto e ristrutturazione immobili di proprietà e contributi per l'avvio e il potenziamento di attività produttive (artigianali, agricole, manifatturiere,ecc..). I contributi previsti sono pari a euro 170.000,00 a fronte di euro 1.419.265,00 previsti per tutto il piano di interventi.

Premettendo che molti uffici comunali non sono a conoscenza dei benefici a favore degli emigranti, in modo da rendere il contributo conosciuto e fruibile, è scandaloso che un piano di intervento per gli emigranti preveda proprio a loro favore solo il 10 % circa, da impiegare per il reinserimento abitativo e produttivo di corregionali pugliesi, mentre tutto il resto va ad una ripartizione che suscita qualche perplessità.

Non è diffamazione dire che “c’azzecca” il piano 2007 chiamato “Interventi in favore dei pugliesi nel mondo” con i cittadini pugliesi nel mondo. Agli emigranti che vogliono rientrare è destinata la infima somma di 170.000 euro a fronte di 1.420.000. Poteva essere chiamato benissimo “Piano 2007 per interventi di propaganda e promozione del sistema Puglia.”

La logica chiama il ragionamento:

1.250.000 euro per eventi culturali, gemellaggi, ed altro, cosa vuol significare se non eventi festaioli, a cui qualcuno partecipa, spesso viaggiando.

PIANO DI RIPARTIZIONE

ATTIVITA' ISTITUZIONALI

 

PREMIO PUGLIA

25.000

 

INTERVENTI AD INIZIATIVA REGIONALE

 

COMUNICAZIONE ED INFORMAZIONE

125.000

EVENTI CULTURALI

70.000

STUDI E RICERCHE

55.000

BORSE DI STUDIO

280.000

DOCUMENTAZIONE

9.265

INTERVENTI URGENTI ALLE ASSOCIAZIONI DI PUGLIESI NEL MONDO

30.000

 

SOVVENZIONI A PROGETTI DI ASSOCIAZIONI O ENTI

 

EVENTI CULTURALI

315.000

GEMELLAGGI

260.000

 

INTERVENTI SU RICHIESTA DELLE ASSOCIAZIONI

 

DOTAZIONE STRUMENTALE E LOGISTICA

80.000

 

INTERVENTI SU RICHIESTA PER REINSERIMENTI PRODUTTIVI ED ABITATIVI

 

CONTRIBUTI PER EMIGRANTI PUGLIESI DI RIENTRO

170.000

 

TOTALE

1.419.265

DR ANTONIO GIANGRANDE, PRESIDENTE ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE


CENSUROPOLI

INCHIESTA GIORNALISTICA SULLE BARONIE UNIVERSITARIE BARESI.

Dalla redazione di "Repubblica" di Palermo per svelare verità taciute dalle redazioni dei giornali pugliesi.

"L'università affare di famiglia. A Bari mogli e figli in cattedra" di Attilio Bolzoni.

su http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/scuola_e_universita/famibari/famibari/famibari.html

SI DENUNCIANO ERRORI: SCATTA LA REAZIONE

PERUGIA: VIDEO TELENORBA SU OMICIDIO MEREDITH, PROCURA BARI INDAGA PER ATTI OSCENI

Bari, 5 apr. 2008 - (Adnkronos) - Si sono concluse questa sera le perquisizioni operate dalla Polizia nella sede di Telenorba, a Conversano, in provincia di Bari, nell'ambito delle indagini sull'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher e sulla trasmissione 'Il Graffio', che lunedì sera ha mostrato le immagini girate dalla Polizia Scientifica subito dopo il ritrovamento del corpo della vittima.

Secondo quanto si apprende, oltre a un'indagine della procura del capoluogo umbro per violazione della privacy (sarebbero indagati il direttore responsabile della testata giornalistica e conduttore della trasmissione Enzo Magistà e un altro giornalista impegnato in alcuni servizi per 'il Graffio'), sarebbe stata aperta un'azione penale anche da parte della Procura di Bari per pubblicazione di atti osceni (articolo 528 del Codice Penale).

http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwNDA1MjEyMDEzLnhtbCI7fQ==


MAGISTROPOLI IN PUGLIA

Il palazzo di giustizia di via Nazariantz è sottoposto a sequestro penale, in quanto abusivo; quello di via De Nicola appare complessivamente in buona stato quanto a strutture esterne, ma è estremamente carente per l’impiantistica (impianto antincendio, ascensori, ecc…). Risale a pochi giorni fa la chiusura, per ragioni di sicurezza, del parcheggio interno al palazzo di via De Nicola: la chiusura ha cagionato gravi disagi a tutti gli operatori. Né il Ministero né il Comune di Bari, ciascuno per le proprie competenze, hanno provveduto ad effettuare tempestivamente i lavori necessari alla messa in sicurezza dei vari impianti.

http://www.associazionemagistrati.it/HOME/seminari_sezionali/bari/intervento_cassano.doc

BARI, INCHIESTA GIUDICI: ATTESI ISPETTORI MINISTERIALI

BARI - 22 FEB. 2008 - La procura di Lecce continua a leggere le carte.

Ieri, da bari, il pm antimafia Desirè di Geronimo ha inviato ai suoi colleghi altri faldoni sull'attività di giudici e sezioni del tribunale barese, su cui si sta concentrando l'attività investigativa.

Decisioni sospette, in particolare su riduzioni di pena di cui avrebbero goduto esponenti della criminalità barese.

Un'inchiesta diversa dalle altre, che hanno portato a scoprire la corruzione in alcuni uffici del giudice di pace e la concussione, che ha portato all'arresto di un giudice civile.

Sarebbero addirittura una ventina i magistrati togati finiti nel nuovo capitolo dell'inchiesta che a Lecce viene condotta dai pm Cataldo Motta e Elsa Valeria Mignone.

I due pm hanno deciso non solo di non parlare coi giornalisti, ma anche di non incontrarli, seppure casualmente, nei corridoi di palazzo di giustizia. Einfatti, l'area della procura da qualche giorno è off limits alla stampa.

Va anche avanti l'inchiesta sui giudici di pace. Si attendono gli esiti delle perquisizioni e delle consulenze sui pc sequestrati, mentre in queste ore si stanno facendo accertamenti bancari sui conti delle otto persone indagate.

A bari, invece, si attende l'arrivo degli ispettori ministeriali. A sollecitarne la presenza è stato il presidente del tribunale, Vito Savino.

Quella che doveva essere, fra qualche mese, una visita di routine, è diventata una urgente necessità'. Per questo il dottor Savino ha sollecitato il ministero a fare in fretta. L'arrivo degli ispettori è previsto al massimo nei primi giorni di marzo.

http://www.telenorba.it/home/news_det.php?nid=5062

GIUDICI DI PACE, C’ERA LA CUPOLA

Sentenze aggiustate, indagini anche sui conti bancari

BARI -  19 FEB. 2008 - L´indagine è partita da alcuni accertamenti bancari. Indagando sui prestanome di alcuni pregiudicati, coinvolti in inchieste di mafia, gli investigatori sono arrivati a loro. Ai presunti componenti di quello che ora viene definito un «comitato politico affaristico», di un´associazione che scriveva le sentenze prima ancora delle udienze. Sono alcuni particolari che emergono dall´inchiesta che, con le perquisizioni di venerdì, ha travolto l´ufficio dei giudici di pace. I carabinieri dagli uffici e dalle abitazioni degli indagati hanno portati via computer, floppy disk e documenti. Da una prima analisi del materiale, la tesi dell´accusa è uscita rafforzata. Sono stati trovati elementi interessanti, carte che se non provano almeno confermano la prima, iniziale ipotesi di lavoro. E poi ci sono gli accertamenti bancari.

I primi sono quelli condotti nella prima fase dell´inchiesta, quelli che hanno permesso di dare il via all´indagine, ora coordinata per competenza dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Gli investigatori della Dda di Bari stava svolgendo controlli patrimoniali sui prestanome di alcuni pregiudicati. E si sono imbattuti su movimenti sospetti, prelievi di denaro poco chiari. Hanno compiuto approfondimenti e le carte dall´ufficio del pm Desirèe Digeronimo sono state trasmesse alla procura di Lecce che, per competenza, indaga sui giudici del distretto di Bari.

Ora l´inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Cataldo Motta e dal sostituto Elsa Valeria Mignone. Quattro i giudici di pace perquisiti. Si tratta di Pietro Mascolo (in servizio nel capoluogo pugliese sino all´estate scorsa quando è andato in pensione), Vito Squicciarini (al lavoro nella sede di Modugno e autosospesosi dopo il blitz dei carabinieri), Roberto Cristallini e Angelo Scardigno, rispettivamente in servizio a Corato e Bari. Indagati anche quattro avvocati Gianfranco Bellini, Eugenio Di Desidero, Sergio Vincenzo e Cipriano Popolizio. L´inchiesta ruota attorno alle pratiche per la revoca delle sospensioni delle patente. Documento che viene ritirato ai pregiudicati, sottoposti alla misura della sorveglianza speciale.

Ai giudici di pace, gli avvocati si rivolgevano, impugnando il provvedimento della prefettura. Chiedevano che ai propri assistiti venisse restituita la patente. E loro, secondo la tesi dell´accusa, avrebbero accolto le richieste, in cambio avrebbero ottenuto un tornaconto personale. Questo almeno pensano i carabinieri del reparto operativo che concentrano l´attenzione su cento pratiche sospette, provvedimenti con i quali piccoli pregiudicati hanno ottenuto la revoca della sospensione della patente.

E poi c´è il capitolo dell´infortunistica stradale, dei risarcimenti concessi grazie a perizie compiacenti, ad accordi stretti, prima delle udienze, tra giudici di pace e avvocati. E intanto, da ieri, si sono mossi ufficialmente anche la presidenza del Tribunale e l´ordine degli avvocati che hanno chiesto notizie dell´indagine alla procura di Lecce. Il consiglio giudiziario, chiamato a proporre azioni disciplinari nei confronti dei giudici di pace, si riunirà nei prossimi giorni, mentre l´ordine degli avvocati attende notizie formali per convocare i legali, coinvolti nell´inchiesta, prima di procedere con le sospensioni cautelari.

http://bari.repubblica.it/dettaglio/Giudici-di-pace-una-cupola-manipolava-i-processi/1424961?ref=rephp

BARI (Reuters) 19 feb. 2008 - La polizia giudiziaria di Lecce ha arrestato oggi un giudice del tribunale civile di Bari, ora ai domiciliari, con l'accusa di concussione.

Lo hanno riferito a Reuters fonti della polizia giudiziaria di Lecce che ha eseguito stamani l'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura salentina, competente sulle indagini sui magistrati della Corte d'Appello di Bari.

Il giudice, Domenico Ancona, è stato arrestato assieme al geometra Domenico Lorusso, perito del tribunale barese.

Nell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, sono stati contestati ad Ancona diversi episodi di concussione.

Il mese scorso Ancona fu rinviato a giudizio dal gip del tribunale di Lecce per un presunto tentativo di concussione ai danni del Consorzio che studia l'uomo di Altamura, lo scheletro scoperto nel 1993 in una nicchia della grotta di Lamalunga, in Puglia.

Il presunto coinvolgimento del giudice Ancona venne a galla nell'ambito di un'inchiesta che nel 2007 aveva già visto la condanna a 4 anni di reclusione di un altro giudice barese, Michele Salvatore. Salvatore fu condannato con l'accusa di aver chiesto una tangente di 75mila euro per firmare una sentenza favorevole al Consorzio che studia l'Uomo di Altamura.

http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080219/tts-giudice-bari-arrestato-ca02f96_1.html


SANITOPOLI A BARI

FARMATRUFFA AL SSN: 101 A PROCESSO. 20 MILIONI DI EURO DI DANNO

Secondo l’accusa, i medici di base dopo aver ricevuto danaro ed altre utilità degli informatori scientifici hanno prescritto farmaci all’insaputa dei loro pazienti ma avvalendosi della complicità dei farmacisti. La presunta farma-truffa da circa 20 milioni di euro.

BARI – 26 giugno 2008 - Centouno rinvii a giudizio, un patteggiamento della pena, quattro proscioglimenti (due dei quali per morte) e cinque avvii di processo con rito abbreviato: si è conclusa così a Bari l’udienza preliminare a 111 imputati accusati di aver preso parte, tra il 2000 e il 2003, ad una presunta farma-truffa da circa 20 milioni di euro ai danni del servizio sanitario nazionale.

Lo ha deciso il gup del Tribunale di Bari Antonio Lovecchio accogliendo le richieste del pm inquirente, Ciro Angelillis.
Tra gli imputati ci sono capi area e informatori scientifici di note case farmaceutiche, anche multinazionali, medici di base e farmacisti. Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa di corruzione, falso, riciclaggio e comparaggio.

Secondo l’accusa, i medici di base dopo aver ricevuto danaro ed altre utilità degli informatori scientifici hanno prescritto farmaci all’insaputa dei loro pazienti ma avvalendosi della complicità dei farmacisti. Questi, dopo aver tolto le fustelle dai medicinali, provvedevano a gettare le confezioni nella spazzatura: in questo modo si sarebbero sbarazzati anche di farmaci salva vita che avevano un prezzo unitario che arrivava fino a 700 euro per confezione.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=206368&IDCategoria=1


ESAMI TRUCCATI

UNIVERSITA’ DI BARI: 110 sesso e lode

Esami pagati in natura o con mazzette. Studentesse pronte a tutto. E un dossier segreto rivela come una cupola con docenti e politici si spartiva cattedre e concorsi nell’ateneo di Bari

BARI 23 APRILE 2008 – È un «mosaico, una tessera che va ad incastrarsi con l'altra, perché là non esiste una persona indipendente... tutti quanti fanno parte di un ingranaggio perverso, tutti! Voglio essere molto buono, il 30 per cento delle persone che si sono laureate nell'ultimo decennio non sarebbero più laureate». Ecco che cos'è stata per anni l'Università di Bari, e in particolare la facoltà di Economia, secondo Massimo Del Vecchio, 46 anni, professore o, meglio, "cultore della materia" a Matematica.

Per la Procura di Bari Del Vecchio è la tesserina magica nel sistema della compravendita degli esami universitari. Una rete organizzata a cellule: gli studenti avvicinano i bidelli, i bidelli avvicinano chi di dovere e l'esame si supera. C'è un tariffario, si arriva fino a 2 mila euro. Ci sono i filmati che dimostrano i passaggi di denaro da una mano all'altra, due mazzette prese in flagrante. Ci sono anche le intercettazioni che raccontano favori sessuali. Centinaia di pagine che hanno spinto il sostituto procuratore Francesca Pirrelli a chiedere e ottenere l'arresto di sei persone: due dipendenti dell'università, due bidelli e due professori, uno dei quali è appunto Del Vecchio. Altri quattro docenti rischiano l'interdizione, compresa la presidente del corso di laurea. E l'inchiesta potrebbe presto allargarsi ancora. Da qualche giorno, sotto gli occhi del comandante provinciale dei carabinieri, Gianfranco Cavallo, c'è un particolare in più.

La tessera che chiuderebbe il mosaico: al momento dell'arresto a casa di Del Vecchio sono state trovate una dozzina di pagine, scritte in corsivo, fitte di nomi e cognomi, episodi, riferimenti, intrecci, nuove rivelazioni. Un memoriale - che ora viene valutato dagli uomini del tenente Michele Cataneo - che svelerebbe tutti i segreti della facoltà e dell'università, dove una cupola gestirebbe le elezioni del preside, del rettore e i concorsi universitari. Ci sono nomi di alcuni tra i più noti professori della città e quello di un parlamentare del Pdl.

Appunti che non sorprendono, perché confermano il quadro delle registrazioni telefoniche. Nelle quali Del Vecchio spiegava: «Qui ci sono tre-quattro famiglie importanti: non è che loro determinano soltanto il nuovo preside, ma determinano chi si deve mettere alle cattedre. Perché al preside dicono: "Noi abbiamo la possibilità di farti preside, però dopo che ti abbiamo fatto preside tu...". Alla prossima tornata sono ancora più forte di prima e dirò a un altro preside: "Vedi che se non vengo io, tu non vieni nominato". Allora tu verrai da me e mi dirai: "Cosa vuoi da me?". Due parenti falli entrare... Così il mio potere aumenterà sempre». Al professore i carabinieri hanno sequestrato «copioso materiale cartaceo» con numeri di telefono «abbinati a giovani donne», nonché «voluminoso dossier fotografico dall'esplicito contenuto erotico, ritraente giovani donne, molte delle quali verosimilmente studentesse ». Il docente era proprio al telefono con una studentessa, il 12 aprile 2006.

Del Vecchio: «Tu, ti devi aprire, ti devi aprire proprio... perché se ti apri a metà poi... ti metti in una situazione di tranquillità locale, perché se vedo che tu anziché aprirti ti copri, mi copro anche io... Se non ti sbottoni... io non ti posso fare niente».

Studentessa: «Professore, se lei mi dice ho la soluzione al tuo problema, io domani stesso sto qua... ».

Del Vecchio: «Io non intendevo sbottonati in senso figurato, io intendo in un altro senso...».

Studentessa: «Io, professore domani le porto i soldi». Del Vecchio: «Non intendevo nemmeno in senso economico... Va bè andiamo avanti».

Secondo Del Vecchio però il baratto sessuale non è un'abitudine isolata alla facoltà di Economia e Commercio. Lo fanno i professori ma anche i bidelli. Parla per cognizione di causa perché in tanti si rivolgevano poi a lui per fare superare l'esame di matematica. Così racconta a un amico.

Del Vecchio: «Nicola (ndr, un bidello) si è fatto le studentesse greche in facoltà nell'Aula magna».

Amico: «Davvero?».

Del Vecchio: «Sì, nell'aula magna dove si riuniscono per decidere... là non ci sono nemmeno le finestre, capito?... Una ragazza di Bitonto era stata con Nicola che voleva alcuni giochetti... orali. Questa si è rifiutata e ha detto, giochiamo in questo modo... Io l'ho saputo perché questa doveva fare matematica, Nicola su matematica non poteva fare niente».

Amico: «Era cosa vostra».

Anche l'11 gennaio 2006 Del Vecchio parla con una studentessa. E allude - scrivono i carabinieri - a «rapporti sessuali intrattenuti tra studentesse, docenti e addetti alle aule allo scopo di superare gli esami».

Del Vecchio: «Tu, non ti devi spaventare, perché certe cose esistono a Bari... Io te lo dico sapendo che sei una persona che rimane qua...». E indica i nomi di alcuni docenti, non indagati. Poi prosegue: «Lui se li porta in quell'albergo; proprio ti posso dire anche il numero della stanza dove va, perché là è amico del proprietario... Una volta fu sgamato dalla moglie, si separarono pure... Poi si fanno anche i bidelli le ragazze. I bidelli non belli, quelli proprio che una dice: "Madonna, neanche se stessi in punto di morte..."».

Il 21 gennaio, invece, sempre Del Vecchio «illustra alla candidata le modalità di superamento dell'esame di inglese mediante il versamento di una mazzetta di 1.500 euro ». Ma come al solito il discorso cade anche sul sesso:

Del Vecchio: «Se puoi essere interessata dopo all'inglese, l'altro te lo posso far fare con molto poco... Per tutte e due le lingue... 1.500 euro». Poi ride. E spiega come funziona nelle altre facoltà.

Del Vecchio: «A Giurisprudenza non solo si comprano, ma bisogna vedere anche con quale metodo si comprano: se in euro o in natura. Io là conosco ragazze che si vendono proprio. Oh Dio, stanno anche a Economia... Hanno una storia con il professore che fa diritto ed è una storia che si chiude dopo la verbalizzazione sul libretto, poi hanno una storia con quell'altro... Ti dico che sono molto belle queste si vogliono solo... divertire. Cose che succedono anche da noi ma a Giurisprudenza, succede ancora di più perché il numero di cultori della materia è maggiore...».

La ragazza non sembra stupirsi. Laconica infatti commenta: «Sì, è logico». Accanto alla compravendita degli esami c'è quella delle tesi. C'è il caso per esempio di «una tesi procurata da Vincenzo Milillo (il bidello al centro dell'inchiesta, ndr) e approntata dal docente Giorgio Cusatelli», in cambio di un assegno da 2.500 euro. «Il professore - si rassicurano al telefono gli indagati - ha detto che se la vedeva tutta lui... Nicola si deve mettere d'accordo con il professore... Si segnasse tutto quello che gli dice, è il professore che sta dirigendo tutto... La tesi si fa allo scanner, non c'è bisogno di scriverla due volte. Viene nel computer, già. Si va sopra e si cambiano solo le frasi dove ha cambiato quello... e se no dobbiamo scrivere tutto di nuovo. E che siamo, fessi?». No, fessi no. Ma almeno riconoscenti: «Avevo appuntamento con il professor Cusatelli gli ho portato il vino, dieci litri di vino proprio buono».

Nell'inchiesta emerge poi una fitta rete di raccomandazioni su alcuni esami, al centro della quale si troverebbe il professore ordinario di Diritto del Lavoro, Antonio De Feo. Presidente del Circolo tennis, De Feo è un uomo di fiducia del parlamentare della Cdl ed ex governatore pugliese, Raffaele Fitto: il docente anni fa è stato arrestato con l'accusa di aver favorito un amico e parente dell'onorevole nella vendita di una società di cui era curatore fallimentare.

Fitto viene più volte nominato da De Feo anche in questa inchiesta. Il professore si premura per esempio con la sua segretaria di preparare «una cartellina dei raccomandati... perché poi farò una lettera se appoggiano Fitto». Il 15 febbraio del 2005 lo chiama invece il capo di gabinetto dell'allora governatore pugliese, Mario De Donatis che gli aveva chiesto una raccomandazione per una studentessa.

De Donatis: «L'ha fatta?».

De Feo: «Già fatta... già fatta...».

De Donatis: «Quanto?».

De Feo: «Io mi scrivo tutti ricordati...».

De Donatis: «Dammi un giorno del mese... ».

De Feo: «Un giorno del mese vuoi tu... (ride)... Aspetta, aspetta un attimo, sto facendomi dare il verbale.... Giorno trenta!».

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/110-sesso-e-lode/2022070&ref=hpsp


CONCORSI TRUCCATI

TEST TRUCCATI DI ACCESSO ALLE FACOLTA’ DI MEDICINA ED ODONTOIATRIA: CON LA CONFORMITA' NEL TEMPO E NELLO SPAZIO I RETTORI E LE PROCURE ADOTTANO DECISIONI DIFFERENTI

IL RETTORE DI BARI ANNULLA LA PROVA E LA PROCURA INDAGA

Il rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli, ha annullato il test di ingresso sostenuto il 4-5 settembre scorso per l'accesso alle facoltà di Medicina e Odontoiatria dell'Università di Bari. Il decreto di annullamento è già stato inviato al ministero, con la richiesta di fissare al più presto la data del nuovo test. «Siamo consapevoli che questa è una scelta dolorosa che potrà creare sconcerto tra coloro che hanno superato la prova onestamente - ha detto Petrocelli - ma questa decisione è volta a garantire a tutti pari opportunità per l'accesso a una carriera universitaria». Il rettore ha precisato che la prova sarà ripetuta con un test di riserva che è già pronto e che ad essa potranno partecipare tutti coloro che si erano iscritti il 4 e il 5 settembre scorso, compresi gli studenti indagati. Probabilmente il test sarà ripetuto nella stessa data di Catanzaro.

Determinante la relazione della Procura. Per assumere la decisione di annullare il test «è stato essenziale un documento che ci ha inviato la procura della Repubblica da cui emerge con chiarezza la complessità di una indagine legata alle modalità operative con cui ha agito dall'esterno verso l'interno questa organizzazione», ha detto il rettore Petrocelli. L'inchiesta - ha aggiunto - «richiede varie tappe e tempi non brevi per la sua conclusione e questo è stato un dato fondamentale nella nostra decisione. Dal documento emerge un fenomeno tendenzialmente diffusivo che sembra portare perciò nel tempo ad una allargamento del numero degli attuali soggetti indagati». Sul numero degli indagati Petrocelli ha solo detto che all'università è arrivata la «segnalazione di un numero congruo. Non ho letto nomi per non esserne influenzato. Quelle carte sono adesso chiuse nella cassaforte del rettorato e ne emerge una grave compromissione del procedimento».

Decisione sofferta. «Si è trattato di una decisione molto sofferta, difficile e lungamente meditata - ha aggiunto il rettore - che l'università di Bari ha assunto in quanto parte lesa da questa vicenda, poiché ha fatto di tutto perché le prove si svolgessero in modo legittimo e regolare così come è stato riconosciuto dalla procura e dal ministro Mussi. Non era possibile che anche un'ombra di dubbio continuasse ad aleggiare su questa prova. Chiamiamo tutte le forze sane ad essere al nostro fianco in questa battaglia».