
GLI ACQUAVIVESI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!
CONCORSOPOLI POLIZIA MUNICIPALE IN PUGLIA
CONCORSO VIGILI URBANI: 8 RINVIATI A GIUDIZIO
ACQUAVIVA DELLE FONTI – 25 GEN. 2007 - Abuso d’ufficio e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti e tentata truffa aggravata: sono le accuse per le quali il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Bari, Antonio Lovecchio, ha rinviato a giudizio otto persone, dipendenti e funzionari del Comune di Acquaviva delle Fonti.
Furono coinvolte in una inchiesta condotta dalla Procura e dai carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle. Le indagini portarono nel marzo 2004 all’emissione di 5 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e a 4 avvisi di garanzia. Sotto accusa il concorso per l’assunzione di quattro vigili urbani (poi diventati dieci per effetto dello scorrimento della graduatoria e dei vuoti di organico appositamente creati), bandito dall’Ente nel 2000 quando era retto da un commissario. Tutto partì da alcuni esposti anonimi. L’udienza è prevista per il 5 giugno quando davanti alla 1° Sezione penale del Tribunale compariranno Antonio Orofino, 65 anni, segretario generale che presiedeva la commissione d’esame, il comandante della Pm Giovanni Centrone, 40, il dirigente dell’Ufficio Affari Generali, Maria Saveria Colamonico, 56, l’istruttore amministrativo, Anna Maria Labate, 52, il maresciallo dei vigili urbani e istruttore Franco Finizio, 62, e il figlio Umberto, 36, anche lui nella Pm, Donato Savino, 53, e Maria Assunta D’Ambrosio, 41.
Il nono imputato Rosa Maria Padovano, 44 anni, è stata ammessa al processo con rito abbreviato che comincerà il 12 giugno. Secondo l’accusa i componenti della commissione, oltre a non rispettare alcune procedure (mancanza di timbri e firme), si adoperarono per modificare i voti, sostituire le pagine delle prove d’esame per migliorare il risultato di 7 concorrenti su un totale di 112 partecipanti. Alcuni documenti sarebbero stati distrutti e i verbali falsificati in modo grossolano per facilitare figli, parenti e amici. Furono anche manipolati i files di alcuni computer del Comune. Addirittura un verbale di multa ad una automobilista sarebbe stato distrutto per le minacce di quest’ultima di rivelare le irregolarità del concorso. Alcune anomalie dei documenti furono riscontrate dalle perizie dei Ris di Roma.
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